Aversa

“Potature killer” al Parco Pozzi, protesta anche il Wwf

Alessandro GattoAVERSA. Al centinaio di querce secolari sottoposte a potatura radicale si aggiungono anche una decina di altre piante dello stesso tipo inspiegabilmente abbattute e con esse anche qualche pino.

Siamo alla “macelleria naturalistica” nel parco pozzi di Aversa e le associazioni ambientaliste fanno sentire, anche se irrimediabilmente in ritardo, la propria voce. “Non c’è bisogno di essere grandi esperti in materia di piante o nel settore giuridico. Ad Aversa il consiglio comunale ha approvato, circa dieci anni fa, su nostra proposta un regolamento che tutela il verde e dovrebbe anche farlo applicare”.

Ad affermarlo Alessandro Gatto (nella foto), aversano, del direttivo regionale del Wwf, che intende far luce sulla kafkiana vicenda delle querce secolari ridotte a scheletrici fusti, presenti nel Parco Pozzi. Una potatura radicale che ha fatto gridare allo scandalo buona parte della città, mentre si registra il solito silenzio da parte dell’amministrazione, se si eccettua una promessa di “accertamenti” da parte dell’assessore al ramo Nicola De Chiara. Lo stesso de Chiara, da quanto si è appreso, avrebbe convocato per oggi il responsabile del settore a cui fa capo il “verde urbano”, il dirigente comunale Ciro Navarra. “Al momento – continua Gatto – quell’atto del consiglio comunale rimane l’unico riferimento normativo in materia. Il regolamento al capitolo ‘potature’ prevede che non si vada al di là di sfrondature o rimonda, eliminazione dei rami secchi. Sulla potatura degli alberi ci sono diverse scuola di pensiero, ma il taglio drastico ha più senso quando si parla di alberi da frutto, non per il verde urbano”. Insomma, per l’esponente dell’associazione ambientalista sembrerebbero esserci forti dissonanze tra quanto avvenuto nel parco Pozzi, dove quelle querce potrebbe essere irrimediabilmente perdute, e quanto prevede il regolamento tutt’ora vigente e che “solo un ulteriore passaggio in consiglio comunale potrebbe modificare. Circostanza che fino ad oggi non si è verificata”.

Gatto conclude ricordando che ha chiesto da tempo all’assessore De Chiara di convocare la consulta per l’ambiente dove discutere di quanto è avvenuto. Ma, intanto, ieri mattina, nel parco Pozzi, quei pochi che vi si aggiravano nello scenario di degrado e desolazione, lontano anni luce da come la Regione Campania lo aveva consegnato all’amministrazione comunale nel 1990, si recitava una sorta di ossessiva giaculatoria: “Questa amministrazione sembra che valuti gli alberi come nemici da abbattere”.

L’opinione pubblica aversana, ma soprattutto i frequentatori del parco Pozzi, in massima parte anziani e praticanti il footing, sono convinti che dietro tutto questo ci sia, al di là delle voci che vogliono alcuni interessati alla legna, una scarsa sensibilità verso il verde. In pochi mesi sono stati tagliati pini in via Caravaggio, querce in piazza Mazzini fino allo scempio di queste ultime settimane. Che il verde fosse divenuto un’ossessione per il centrodestra aversano? E, a proposito di politica, cosa ne pensa l’opposizione, se c’è ancora?

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