Trentola Ducenta

Savino ai ‘Riformisti’: “Solo rabbia e malafede”

Giovanni SavinoTRENTOLA DUCENTA. Riceviamo e pubblichiamo la replica di Giovanni Savino, responsabile dell’ufficio Immigrati del Comune di Trentola Ducenta, alle critiche mosse dal gruppo consiliare dei “Riformisti”.

“La rabbia e la malafede acceca anche le menti più stimabili della nostra piccola cittadina, ed è il caso dei tre consiglieri dei Riformisti, da cui mi dividono le idee politiche, ma con cui ho sempre avuto modo di confrontarmi con intelligenza e passione.

I fatti: vengo accusato di una nomina da ‘conflitto d’interessi’ sulla questione dello sportello immigrati del comune di Trentola Ducenta, avvenuta, secondo gli esponenti dei Riformisti, semplicemente a causa della mia parentela con l’assessore Vittorio Savino. Si indica, tra l’altro, come l’attività oggi sia gratuita, ma domani chissà. Li tranquillizzo: sia io che l’altro responsabile lavoriamo (e facciamo dei mestieri connessi alle nostre conoscenze linguistiche) e non abbiamo nessun interesse a ‘vivere di immigrazione’, ma siamo animati solo dalla solidarietà verso questi popoli.

È davvero strano come Lello di Lauro e Nicola Russo dimentichino l’impegno profuso da me e da Antonio Russo, grazie alla disponibilità di Luigi D’Alessandro nel concederci la sua postazione per la prenotazione delle visite mediche, lavoro più volte personalmente e pubblicamente elogiato da essi stessi, tanto è vero che l’esponente socialista il 21 giugno 2008, in occasione di una di quelle polemiche nate su Pupia, ricordava ‘Solo per una informazione corretta voglio mettere a conoscenza dei soci di Eureka che al Comune di Trentola Ducenta è funzionante, ed in modo egregio, lo sportello per gli immigrati, onde evitare di dare input errati si consiglia l’utilizzo di tale sportello per lo ‘specifico’. Anche perchè provvisto di un laureato in lingua araba e non solo……con stima Raffaele Di Lauro’.

Improvvisamente, sembra che un lavoro che va avanti dal novembre 2007, vedendo l’assistenza e l’informazione a centinaia di immigrati, il sottoscritto per quanto riguarda l’Est Europeo, e Antonio Russo per il Maghreb, viene tacciato di semplice ‘nepotismo’, e di ‘conflitto d’interessi’ di berlusconiana memoria. Chiedano i consiglieri se percepiamo denaro, sono pronto pubblicamente a dimostrarlo: zero. Né tantomeno io e Antonio ne vogliamo, vorremmo solo poter permettere ai migranti di accedere a un servizio di qualità che significa: poter fare i rinnovi (per cui ci vuole il riconoscimento dal Ministero degli Interni), poter avere un canale diretto con Questura e Commissariato, insomma, semplificare la vita in queste leggi sempre più tristi all’utente.

Per quanto riguarda le competenze, mi meraviglio: in questo momento scrivo da Helsinki, dove sono per lavori legati alla ricerca slavistica, e ho studiato per due anni consecutivi lingua e storia russa presso l’Università Statale di San Pietroburgo. Sul campo dell’immigrazione, proprio grazie all’esperienza maturata a Trentola Ducenta, sono diventato nel novembre 2008 responsabile provinciale del dipartimento immigrazione del Partito della Rifondazione Comunista, e sono tra i collaboratori del dipartimento nazionale immigrazione e del sito www.casertamigrante.org, oltre alla bella esperienza delle mobilitazioni antirazziste costruite dal movimento casertano rifugiati e culminate con il grande corteo di Caserta del 4 ottobre 2008.

Per quanto riguarda Antonio Russo, è laureato in arabo presso l’Orientale e ha usufruito della borsa di studio del Ministero degli Affari Esteri presso l’Università di Damasco, oltre a essere noto per i suoi lavori sul nazionalismo siriano e il suo impegno nel volontariato cattolico.

Dello sportello, la stampa locale se ne è occupata dal novembre 2007, ma forse i tre consiglieri erano solo omonimi dei firmatari di questa dichiarazione pubblica.

Concludendo: chiunque conosca me, e mio padre, sa che siamo due persone distinte e separate politicamente. Da anni conduco una battaglia all’interno del Prc contro il coinvolgimento del partito nelle giunte locali di centrosinistra, e il congresso di Chianciano mi ha visto tra i promotori del documento della svolta a sinistra.

L’esperienza di mio padre parla per sé, e credo sia in grado di difendersi o esporre le proprie ragioni autonomamente. I tentativi infelici di chi porta avanti attacchi strumentali su questioni di cui non solo è ed era a conoscenza dalle origini, e anzi, ha contribuito anche a promuovere lo sportello, e di accomunare due visioni politiche distinte e separate, e anche esse ormai note nel loro piccolo, sono davvero penosi.

Poi se i tre consiglieri vogliono darci una mano nello sportello, nel garantirgli un’apertura quotidiana e una certa affidabilità, saranno i benvenuti: c’è da rimboccarsi le maniche, coi tempi che corrono”.

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