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Pd Pignataro: “Magliocca chiarisca su appalti a Setola”

Giuseppe SetolaPIGNATARO MAGGIORE. Il Partito Democratico di Pignataro Maggiore invita il sindaco della città, Giorgio Magliocca, e la sua amministrazione a chiarire immediatamente se risponde al vero quanto pubblicamente denunciato oggi dal comitato anticamorra …

… durante la conferenza stampa alla presenza del sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, sull’esistenza di un “caso Setola” anche al comune di Pignataro Maggiore, dove la ditta che fa capo alla famiglia del killer sarebbe stata ammessa a partecipare a due appalti proprio il 12 e il 14 gennaio scorso, quando di Setola parlava tutta Italia da mesi, a seguito dell’eccidio di Castel Volturno del settembre 2008.

“Il sindaco Magliocca – si legge in una nota del Pd – chiarisca quanto sta accadendo a Pignataro Maggiore e quanto è accaduto in questi anni su un altro tema fondamentale, quello della gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Bene ha fatto il segretario provinciale del Pd, Enzo Iodice, a denunciare il caso Pignataro. Al segretario va il nostro ringraziamento per la determinazione con la quale affronta il tema della legalità in provincia di Caserta e a Pignataro Maggiore in particolare. La scomposta reazione di An al suo comunicato è sintomo di grave debolezza e insofferenza. Magliocca deve smettere di gridare ad inesistenti complotti ogni volta che vengono espresse critiche all’operato della sua amministrazione. E’ bene non dimenticare che solo grazie alle segnalazioni dei consiglieri di opposizione e di giornalisti, poi vittime d’intimidazioni e attentati, si è riusciti a squarciare quella coltre di silenzi, sviste e connivenze che per anni ha avvolto questa ‘vicenda’ che, con un’Interrogazione Parlamentare, è stata portata anche all’attenzione del Governo nazionale. Una lunga ‘storia’ che solleva inquietanti interrogativi: Perché per anni nessuno si è accorto che ‘soggetti’ diversi dal gestore, così come accertato nel 2007 dalle Forze dell’Ordine, lavoravano indisturbatamente un pescheto confiscato al boss Ligato? Perché il fondo “Cento moggia” affidato in gestione dal 2003 è rimasto per anni completamente incolto? Come è possibile che nella relazione conclusiva della Commissione Parlamentare Antimafia del 20 gennaio 2006, è scritto che Villa-Ligato, un bene confiscato, è adibita a Caserma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e invece è un rudere? Chi ha fornito quelle false notizie alla Commissione? Serietà politica e onestà intellettuale avrebbero imposto da parte dell’Amministrazione Comunale risposte chiare a questi e a molti altri interrogativi, e non iniziative di facciata a puro scopo propagandistico. Noi continueremo, d’intesa con il partito provinciale, regionale e nazionale, nelle nostre battaglie per l’affermazione della legalità e della verità, a tutela della credibilità di tutte le istituzioni”.

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