San Felice a Cancello - Santa Maria a Vico - Arienzo - Cervino

Cosa aspettano i cittadini dal Puc di S.Maria a Vico

 SANTA MARIA A VICO. “Il nuovo piano urbanistico comunale (PUC) è sicuramente da considerarsi un’opportunità di sviluppo per il comune, legata alle nuove possibilità che si vengono a creare con la perimetrazione delle aree urbane.

La programmazione è sicuramente complessa e delicata nella sua realizzazione, perché determina una variazione del valore delle proprietà. Infatti, col variare della destinazione urbanistica delle aree si ha un valore economico differente del suolo. Un’area a destinazione agricola, ovviamente, avrà un valore 10 volte inferiore rispetto a quella a destinazione edilizia. Quindi un suolo che vale 10.000 euro potrebbe valerne 100.000 dall’oggi al domani. Tali scelte sono legate non solo alla professionalità del progettista del piano, che dovrà realizzare il piano secondo le indicazioni “determinanti” della Giunta comunale e renderle scelte di progetto attuabili, ma anche e soprattutto legate alle amministrazioni e alla partecipazione del “libero” cittadino. La nuova legge regionale (LR 16 del 2004), infatti, conferisce particolari poteri alle Giunte, per ottimizzare i tempi di realizzazione del piano, rispetto alla precedente norma che aveva un percorso più articolato. L’unico strumento di intervento concreto del cittadino è legato alla fase delle “osservazioni” che verranno valutate in sede provinciale per l’approvazione del piano. È quindi importante che tutti i cittadini si interessino nel seguire le scelte di governo del piano, affidandosi ai propri tecnici di fiducia per proporre osservazioni che possano tutelare la proprietà del singolo e garantire ai progettisti e agli amministratori una conoscenza più completa delle necessità di ognuno e del territorio nel quale si interviene.
In realtà il piano, come la norma prima citata prevede, dovrebbe essere partecipato. Gli amministratori, infatti, avrebbero dovuto aprire un confronto con le associazioni e le rappresentanze locali, che in realtà si è avuto solo in forma preliminare, in una riunione poco pubblicizzata. Sarebbe opportuno, infatti, per tutelare le scelte che si andranno a fare, consentire la partecipazione ad un pubblico più vasto e, possibilmente, meno scelto (libero culturalmente, politicamente e da interessi imprenditoriali diretti).
La materia è particolarmente complessa perché coinvolge non solo i suoli, ma anche le attività che su di esso ricadono. È necessario rendersi conto che le realtà patrimoniali del cittadino possono variare in base alle scelte che l’amministrazione farà. Ovviamente, le norme stabiliscono dei limiti per l’edificabilità delle aree e, quindi, non tutti potranno essere baciati dalla “fortuna”. Il principio di base è quello dell’interesse pubblico, ma questo, purtroppo, è un principio che verrà gestito e potrà essere solo garantito da un ristretto gruppo di amministratori. Il controllo è demandato, invece agli organi provinciali e regionali. Si ricorda che affinché tale controllo possa essere applicato sarà opportuno presentare le “osservazioni” nei tempi e nei modi previsti dalla norma. Fatto questo, bisognerà in ogni modo portare gli organi provinciali, anche attraverso l’interessamento dei rappresentanti politici di zona, alla conoscenza del problema. In realtà un piano è sempre condizionato dagli interessi di pochi, in particolare imprenditori, che avendo suoli disponibili potranno realizzare importanti investimenti, maggiori se le aree potranno essere edificate secondo gli indici delle zone di massima edificabilità. Nuove prospettive si apriranno per le attività di impresa, non solo edile, se le zone industriali saranno individuate in siti di facile accesso e, possibilmente, disposte lungo gli assi viari principali. Partecipazione al piano significa tutela dei propri interessi e tutela delle scelte di governo locale. Maggiore sarà la partecipazione, maggiormente condivise saranno le scelte. Gli incontri, quindi, rappresentano l’universale strumento di garanzia e legalità per amministratori e singoli, nel rispetto e nella giusta logica che la norma prevede”.

Mariano Nuzzo

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