Mondragone - Carinola - Falciano del Massico

Il Pdl: “Cennami non faccia il furbo”

Achille CennamiMONDRAGONE. “Sono mesi che il sindaco Cennami anticipa alla città e ai consiglieri comunali di maggioranza ed opposizione una illusoria delibera di chiarimento alla normativa di attuazione al Piano Regolatore Comunale per la realizzazione di sottotetti”.

Lo afferma, in una nota, il Popolo della Libertà di Mondragone.

“Coerentemente con quanto già proclamato pubblicamente in campagna elettorale, abbiamo dato la nostra disponibilità all’Amministrazione Comunale a collaborare alla stesura finale della stessa.

Il contributo che è stato dato è il seguente:

E’ stato chiesto di eliminare il punto k) del comma 3° dell’articolo unico della delibera sottoposta alla nostra attenzione. Detto punto impone che in nessun caso l’altezza alla gronda di un edificio possa superare l’altezza massima prevista dalla Normativa Tecnica di Attuazione. Approvando tale norma – di fatto – si rende impossibile, per una grossa fetta degli edifici cittadini, di realizzare i sottotetti. Paradossalmente moltissimi edifici che sono stati costruiti legittimamente secondo le precedenti norme imposte dal Programma di Fabbricazione, in vigore fino all’anno 2003, non potranno realizzare nuovi sottotetti perchè eccedenti in altezza rispetto alle nuove norme del Piano Regolatore Generale. Paradosso superiore al precedente è che – oggi – i proprietari di fabbricati eccedenti le altezze massime consentite dal P.R.G., ma legittimamente realizzati in precedenza ed in virtù del Programma di Fabbricazione, potrebbero edificare sottotetti di altezze massime al colmo di ml.2.40, così come definite dall’attuale art.13 della Normativa Tecnica di Attuazione. Si comprende che, approvata così come proposta, la delibera andrebbe a cozzare contro la volontà stessa dell’Amministrazione Comunale – così come dichiarato nella premessa della delibera – di meglio chiarire, nella forma e nel principio, quanto riportato nella citata Delibera Consiliare n°61 del 2003. Di voler favorire la qualità dell’edificato urbano attraverso opportuni strumenti tesi al recupero del patrimonio edilizio esistente, di migliorare il degrado architettonico presente in città, e di fornire maggiore flessibilità alla progettazione architettonica attraverso l’esplicitazione della normativa vigente.

A parere del gruppo Consiliare del Popolo della Libertà l’approvazione della delibera così come presentata, creerebbe delle diversità di trattamento tra i cittadini mondragonesi.

Il principio ispiratore di questa delibera è sicuramente che, laddove è possibile la realizzazione di sottotetti, tutti i cittadini debbano avere uguali diritti ed uguali possibilità. Tale proposta non è – comunque – in contrasto con il Piano Regolatore Comunale vigente; difatti basta rifarsi in parte all’articolo 15 della Normativa Tecnica di Attuazione, quando la stessa parla della distanza minima occorrente tra fabbricati confinanti e cita esplicitamente che: ‘manufatti ad uso tecnologico o – comunque – corpi di fabbrica con un’altezza non superiore a ml.2.40 non vengono computati’, ma soprattutto all’articolo 10 della medesima normativa, quando in modo chiaro ed esplicito dice testualmente: ‘L’altezza di un edificio non può superare i limiti fissati per le singole zone dagli strumenti urbanistici, ad eccezione dei volumi tecnici’.

Ora se un sottotetto non è abitabile, ma serve per isolamento termico, per miglioramento estetico dei fabbricati, per miglioramento del tessuto urbanistico cittadino o quale luogo di installazione di impianti tecnologici a servizio delle abitazioni, appare chiaro che la sua definizione e la sua destinazione naturale è quella di volume tecnico.

A questo punto l’Amministrazione ha ritenuto che la nostra proposta-emendamento fosse inaccettabile. Nonostante ciò il Popolo della Liberta” responsabilmente ha dato la disponibilità a votare favorevolmente la delibera proposta dall’Amministrazione, chiedendo – però – alla stessa di acquisire il parere del progettista del Piano Regolatore – professor Pica Ciamarra.

Questo atteggiamento, così politicamente responsabile, ha ottenuto l’unico effetto di vedere un Sindaco ed i suoi seguaci a spiegare male alla città la nostra volontà.

Speriamo che ciò sia dettato più da superficialità che da malafede perciò, oggi, vogliamo rivolgerci al Sindaco per chiedergli che fine fa fatto questa delibera, perchè non la porta in consiglio comunale e che problemi ha in maggioranza. Non provi ad addebitare le colpe al Popolo della Libertà”.

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