Marcianise - Capodrise - Portico - Recale - Macerata Campania

Omicidio Moretta, nuove ordinanze contro clan Belforte

da sin. Antonio Raucci e Giuseppe SparacoMARCIANISE. Gli agenti della Squadra Mobile di Caserta, diretta dal vicequestore Rodolfo Ruperti, stamani hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Antonio Raucci, 29 anni, di Caserta, e Giuseppe Sparaco, 41 anni, di Capodrise, entrambi già detenuti.

I due sono gravemente indiziati di concorso in omicidio aggravato, detenzione e porto in luogo pubblico di armi comuni da sparo e ricettazione, con l’aggravante di avere agito al fine di agevolare le attività dei clan camorristici Belforte, egemone a Marcianise (Caserta), e Natale, attivo a Caivano (Napoli).

Ilprovvedimento, emesso dal gip di Napoli su richiesta della Procura del capoluogo campano,si riferisce all’omicidio di Francesco Moretta, nato a Marcianise il 30 gennaio 1967, incensurato, che fu raggiunto da numerosi colpi di arma da fuoco il 26 agosto 1999, mentre conversava con un conoscente all’esterno della sua abitazione di Marcianise. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile a seguito del delitto e, successivamente, a riscontro delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Antonio Gerardi e Michele Froncillo, entrambi organici al clan Belforte “Mazzacane”, permettevano di ricondurre la matrice dell’omicidio alla guerra di camorra tra gli stessi Belforte e i Piccolo “Quaqquaroni” per il predominio nelle attività illecite a Marcianise. In particolare, si accertava la contiguità dell’insospettabile vittima, geometra che lavorava nell’impresa edile del suocero, con il clan “Piccolo” e la sua partecipazione alle attività preparatorie di un attentato, mai realizzato, contro Domenico Belforte, capo dell’omonimo clan.

In occasione dell’omicidio, Raucci conduceva l’auto con la quale gli esecutori materiali raggiungevano l’abitazione del Moretta, mentre Sparaco provvedeva a recuperare i killer ed incendiare la vettura, rubata, utilizzata per il raid. Le precedenti indagini della Polizia avevano già consentito di delineare contesti criminali e parte dei responsabili del delitto. Veniva accertata la partecipazione all’omicidio, in qualità di esecutore materiale, di Giuseppe Iovinella, 43enne, attualmente detenuto, appartenente al clan Natale di Caivano, che dimostrava la stretta alleanza tra l’organizzazione napoletana ed il clan Belforte.

Per tale omicidio sono già stati rinviati a giudizio lo stesso Iovinella, quale esecutore materiale; Bruno Buttone, 36 anni, di Marcianise, detenuto, quale mandante; e Antonio Gerardi, 33 anni, attualmente collaboratore di giustizia, quale fiancheggiatore: mentre è stato condannato all’ergastolo con giudizio abbreviato Camillo Antonio Bellopede, 29 anni, attualmente libero.

Un secondo esecutore materiale, il napoletano Ciro Salzano, 29 anni, nel frattempo è deceduto, vittima a sua volta di un omicidio.

You must be logged in to post a comment Login

I più letti

Condividi con un amico