Italia

Verona, “semafori intelligenti”: arrestato progettista dei T-red

 VERONA. È stato arrestato il progettista dei T-red, i cosiddetti semafori intelligenti che rilevano automaticamente le infrazioni quando un automobilista passa col rosso.

Stefano Arrighetti, 45 anni, di Seregno,amministratore unico della società Kria di Desio, è stato messo in manette dai carabinieri di San Bonifacio, con l’accusa di forde nelle pubbliche forniture,nell’ambito dell’inchiesta della procura di Verona che vede indagate altre 108 persone, di questi 63 sonocomandanti di polizia municipale, tra cui quello di Perugia e di Mogliano Veneto (Treviso), 39 amministratori pubblici e 7 amministratori di società private. 80 i comuni del centro-nord Italia coinvolti, nei quali sono state comminate decine di migliaia di contravvenzioni.

Arrighetti avrebbe omologato solo la telecamera e non avrebbe chiesto, e quindi mai ottenuto dal Ministero dei trasporti, l’omologazione dell’hardware dell’apparecchiatura che fa funzionare l’intero sistema. Molti semafori, secondo le indagini,erano stati regolati in modo tale da presentare una luce gialla di durata inferiore ai 4 secondi, così da impedire l’arresto dei veicoli in condizioni di sicurezza.

Intanto, i militari hanno provveduto al sequestro preventivo dei T-red in 64 comuni di 24 province, ma il numero è destinato a crescere nei prossimi giorni.

In molti comuni d’Italia i T-red, anziché svolgere un’opera di prevenzione degli incidenti, spesso sono stati utilizzati esclusivamente per fare cassa. Infatti, dalle infrazioniaccertate, la società Citiessepercepiva il 30-35% per ogni multa rilevata: 150 europiù iva al 20%. Solo in un secondo tempo la polizia locale vedeva le immagini, violando così l’articolo 12 del codice della strada. Nella maggior parte dei casi i verbali di contestazione sono stati redatti da società private (e non da pubblici ufficiali) che svolgevano anche il servizio di notificazione (consegna alle poste delle raccomandate), percependo un importo in media di 5 euro per ogni verbale sul quale, inoltre, veniva apposta dalla società privata una firma scannerizzata del pubblico ufficiale.

Del caso si era occupata mesi fa anche la trasmissione “Striscia la Notizia” di Canale5.

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