Italia

Processo Gea, condannati Luciano e Alessandro Moggi

Luciano e Alessandro MoggiSi è concluso il processo sui presunti illeciti attribuiti alla Gea World, società gestita da Luciano e Alessandro Moggi.

La decima sezione del Tribunale di Roma ha, infatti, condannato l’ex dirigente della Juventus a un anno e sei mesi di reclusione. Condannato anche il figlio Alessandro ad un anno e due mesi di carcere. In realtà i due non sconteranno nemmeno un giorno di galera poiché i fatti risalgono al 2006 e, di conseguenza, sono coperti da indulto. Assoluzione piena, invece, per gli altri imputati Franco Zavaglia, Davide Lippi, Francesco Ceravolo e Pasquale Gallo.

Deluso, quindi, il pm Luca Palamara che aveva chiesto 6 anni per Luciano Moggi e 5 per il figlio Alessandro, 3 anni e 6 mesi per Zavaglia, 2 anni e 4 mesi per Ceravolo, un anno e 4 mesi per Lippi e 8 mesi per Gallo: “Rispettiamo la decisione dei giudici e aspettiamo le motivazioni della sentenza per capire quale è stato il loro percorso argomentativo. In ogni caso, la sentenza prova la rilevanza penale di certi comportamenti che vigono nel calcio anche se devo dire che i giocatori non hanno offerto alcun contributo alle indagini. Loro fanno parte di questo mondo e hanno, evidentemente, hanno altri interessi da coltivare”.

La Gea World era una delle società più importanti sul mercato del calcio e, secondo i magistrati, attraverso pressioni, minacce al fine di condizionare le scelte professionali dei propri clienti, minacciando, ad esempio, di non far lavorare più giocatori, allenatori e dirigenti delle società.

Dopo la lettura della sentenza si è proclamato innocente e quindi deluso per la condanna Alessandro Moggi, mentre il padre Luciano ha dichiarato: “Il fatto che i giudici hanno detto che non c’è alcuna associazione per delinquere è perché non c’è mai stata alcuna associazione a delinquere. Mi aspettavo l’assoluzione piena per tutti gli imputati. La Gea è stata assolta completamente; è stato condannato solo il suo presidente mentre sono stati assolti tutti i membri del Cda. Questo a mio avviso è la conferma che era solo una società che ha tentato di rivoluzionare in maniera positiva il mercato dei procuratori. Quella di oggi è solo la sentenza di primo grado, andremo certamente avanti. Il calcio – ha concluso Moggi – non è assolutamente mai stato malato. Io faccio parte di questo mondo e ne sono pienamente convinto”.

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