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Lefebvriani, Abrahamowicz: “Camere a gas? Per disinfettare”

Don Floriano AbrahamowiczDopo le dichiarazioni choc del vescovo Richard Williamson, arrivano anche quelle del capo della comunità lefebvriani del Nordest Don Floriano Abrahamowicz.

In un’intervista alla Tribuna di Treviso, il religioso rilancia le tesi negazioniste del vescovo inglese: “So che le camere a gas sono esistite almeno per disinfettare, ma non so dirle se abbiano fatto morti oppure no, perché non ho approfondito la questione. – ha affermato Abrahamowicz – So che, accanto a una versione ufficiale, esiste un’altra versione basata sulle osservazioni dei primi tecnici alleati che sono entrati nei campi. È veramente impossibile per un cristiano cattolico essere antisemita. Io stesso ho, da parte paterna, origini ebraiche. Sicuramente è stata un’imprudenza di Williamson addentrarsi nelle questioni tecniche. Nella famosa intervista si vede che il giornalista è andato a parare su quell’aspetto specifico. Ma bisogna capire – aggiunge Don Floriano – che tutto il tema dell’Olocausto si colloca a un livello di molto superiore rispetto alla questione di sapere se le vittime sono morte a causa del gas o per altri motivi”.

Le parole di Williamson avevano suscitato molto scalpore tanto che il leader del movimento tradizionalista Bernard Fellay se ne era scusato pubblicamente. Anche Papa Benedetto XVI aveva cercato di calmare le acque perdonando il vescovo inglese e minimizzando le sue dichiarazioni. Intanto il rabbinato capo di Israele ha annullato l’incontro con i funzionari cattolici, previsto per marzo, e Oded Wiener, direttore generale del grande rabbinato, ha spiegato di aver scritto una lettera al cardinale Walter Casper, presidente della commissione vaticana che cura i rapporti col mondo ebraico, nella quale si lamenta che la chiesa Cattolica ha reintegrato il vescovo ordinato dall’arcivescovo anticonciliare Marcel Lefebvre, senza aver ottenuto dal prelato pubbliche scuse.

Ma ad alimentare la polemica arrivano le affermazioni di Don Floriano Abrahamowicz che ha smentito anche le parole di Papa Ratzinger sul numero degli ebrei morti durante l’Olocausto: “I numeri derivano da quello che il capo della comunità ebraica tedesca disse agli angloamericani subito dopo la liberazione. Nella foga ha sparato una cifra. Ma come poteva sapere? Per lui la questione importante era che queste vittime sono state uccise ingiustamente per motivi religiosi. La critica che si può fare al modo in cui in cui viene gestita la tragedia dell’Olocausto sta nel dare ad essa una supremazia in confronto ad altri genocidi”.

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