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8 gennaio 1958, a 14 anni Bobby Fischer vince gli Americani di scacchi

Bobby Fischer Accadde Oggi. Robert James Fischer, che sarà poi conosciuto come Bobby, nasce a chicco il 9 marzo del 1943, è scomparso lo scorso 17 gennaio del 2008 a Reykjavik.

E’ stato l’unico americano ad aver vinto il titolo mondiale degli scacchi ed è stato riconosciuto uno tra i migliori giocatori di sempre. Padre e madre medici, sposati a Mosca nel 1933, poi separati. Bobby vive con la madre in America, sotto una cappa molto particolare, infatti la madre stessa è sotto la grande lente dell’Fbi che la ritiene una spia dell’est, anche se all’epoca non era difficile rientrare tra le simpatie dell’intelligence americana. A sei anni impara da solo a giocare a scacchi, mettendo in essere le regole che legge sul libretto di istruzioni che trova vicino ad una scacchiera.Primo suo avversario la sorella. All’età di tredici anni la madre lo affida a John Collins, uno dei grandi maestri di scacchi americano. Bobby trova in Collins quel padre che non aveva mai avuto.

Nel 1956, già aveva abbandonato anche Collins, dimostrandosi un ragazzo non certo facile, vince il titolo americano juniores di scacchi. L’8 gennaio del 1958 vince il titolo assoluto degli Stati Uniti, viene anche ammesso al Torneo che selezionerà lo sfidante per i Campionati del Mondo dell’anno successivo vincendolo. Partecipa ai primi mondiali nel 1959 in Jugoslavia e si classifica al 5°-6° posto (su otto finalisti), è ancora troppo giovane. Per ben otto anni consecutivi rivinse il titolo americano, facendosi notare per la sua forte irrequietezza.

Nel 1962, subito dopo i mondiali che lo vedono relegato al quarto posto, comincia una durissima prova di forza contro la Federazione Internazionale (Fide), mettendo in luce quelle che lui riteneva le “combine” tra i tanti russi partecipanti. L’enorme clamore che suscitò, servì alla Fide per cambiare i regolamenti. Resterà quasi del tutto fermo fino al 1969 allorquando si ripresenta alla selezione per i mondiali dove trova unica diga nella figura di Tigran Petrosian, che batte.

Nel 1971 ottiene finalmente via libera per sfidare il campione del mondo dell’epoca Boris Spasskij. L’incontro si tenne a settembre del 1972 a Reykjaviik, ancora una volta Fischer si fece notare per le sue bizzarrie, dovette intervenire addirittura Henry Kissinger, segretario di stato Usa, per innalzare il monte premi da 125mila a 250mila dollari.

Le bizze di Bobby non si fermano, si ritira alla seconda partita, chiede una piscina privata in albergo, vuole che i pezzi abbiano lati di 54 millimetri invece di 57. Alla fine nuovo intervento di Kissinger e Fischer finisce per vincere il titolo mondiale, con un punteggio di 270 punti Elo (una sorta di vero e proprio primato mondiale, visto che pochissimi giocatori sono riusciti a superare i 2700 punti). Fu il boom per gli scacchi, non solo in Usa, da valutare come il tutto capitasse in piena Guerra Fredda. Nel 1975, al momento di difendere il titolo contro Natolij Karpov, nuova raffica di bizze di Bobby che non riuscì ad ottenere variazioni nel regolamento della Fide, abbandonò l’incontro e diede via libera al russo. Restò per diciassette anni senza giocare più in pubblico.

Si ripresenta nel 1992 per sfidare nuovamente Karpov , luogo dell’incontro è Budva in Jugoslavia, il Dipartimento di Stato Amercicano però vieta a Bobby di gareggiare, causa le sanzioni sui Balcani, Bobby sputa sull’ordine del Dipartimento, sotto l’occhio attendo delle TV, viene emesso nei suoi confronto un mandato di cattura e Bobby non tornerà mai più negli States, ma vince l’incontro. Solo nel 2004 Bobby viene arrestato all’aeroporto di Tokio dalle autorità americane, che mai avevano dimenticato il suo gesto. Sarà liberato dopo qualche mese, anche a seguito di una lettera scritta da Spasskij che ne chiede la grazia.

Scompare nelle sua ultima terra l’Islanda dove chiude con la vita terrena per una insufficienza renale. Personaggio difficile, chiuso, ingombrante, schietto e forte, rappresenta una parte della storia degli scacchi nel mondo.

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