Castel Volturno - Cancello ed Arnone

Sfiducia a Nuzzo, ecco le ragioni dell’opposizione

Francesco Nuzzo CASTELVOLTURNO. Sabato mattina i consiglieri dell’opposizione hanno tenuto una conferenza stampa presentando la mozione di sfiducia al sindaco Francesco Nuzzo e spiegando le ragioni della loro decisione.

Il primo ad intervenire è stato l’avvocato Ferdinando Letizia, capogruppo di “LiberaMente”, che, prima di affrontare l’oggetto della conferenza stampa, ha parlato delle dichiarazioni rese da Nuzzo nei confronti del suo collega di partito, il consigliere Flavio Iovene, accusato dal sindaco di “alto tradimento”, reo, a suo dire, di ingratitudine nei confronti di chi gli ha permesso di diventare un Consigliere comunale, ossia lui stesso. In qualità di capogruppo di “LiberaMente”, Letizia ha annunciato: “Ci uniamo al consigliere Iovene supportando la sua battaglia che lo vede ora opposto a questa maggioranza, e impegnato insieme a noi a difendere le ragioni dei cittadini di Castel Volturno”.

Ed è proprio cogliendo l’esperienza di Iovene che Letizia ha spiegato le ragioni della mozione di sfiducia. “Flavio – ha affermato Letizia – ha scelto di abbandonare la maggioranza, e contemporaneamente aderire con me nelle fila di LiberaMente, proprio perché stanco e avvilito da un modo e un metodo di intendere la politica fatto di incoerenza, di interessi personali, di diktat dall’alto che questi signori della maggioranza sono da sempre abituati a praticare. Gli interessi personali sono ciò che tiene unita questa maggioranza, che è composta quasi interamente da consiglieri indipendenti che rappresentato solo e soltanto se stessi. E ciascuno di loro ovviamente sta lì a difendere gli interessi di chi li ha sponsorizzati. Per questo ci ritroviamo da quattro anni con un’amministrazione che è incapace di prendere una sola decisione che influenzi in positivo la vita e il futuro di Castel Volturno. Ogni volta ci troviamo di fronte a spaccature, divisioni, rinvii, proteste e minacce. La maggioranza mi appare un po’ come una barca a remi, dove ognuno rema per i fatti suoi, con l’unico risultato di rimanere immobile. L’immobilismo prodotto da questa situazione non fa che avvilire i cittadini, che sinceramente non sono più in grado di tollerare questo stato di cose. I motivi della discordia sono tanti: piano urbanistico, piano commercio, accordo di programma, e via via discorrendo. Per ognuno di questi argomenti c’è qualcosa che non li trova uniti, tranne il fatto di rimanere ancora lì incollati alle loro poltrone. Castel Volturno – ha concluso Letizia – non ha bisogno di chi pratica una politica che induce al coma, quanto piuttosto di una classe dirigente che offra a questa città scelte concrete, prese con determinazione, con la fiducia che questo paese può essere recuperato, che ha bisogno di essere svegliato da questo coma profondo che dura ormai da decenni”.

Ha quindi preso la parola il capogruppo di An, Giovanni Milone: “Il giudizio complessivo di An verso il Popolo della Libertà sull’amministrazione Nuzzo non può essere altro che negativo, giudizio che si concretizza, quindi, nella mozione di sfiducia di tutta l’opposizione. Di tutte le promesse fatte in campagna elettorale dal sindaco Nuzzo nessuna è stata a tutt’oggi onorata, insomma era tutto un libro dei sogni! Dal problema irrisolto dell’immigrazione clandestina, a quello dell’illegalità, esploso in questi ultimi mesi, alla perdita del distretto sanitario, avvenuta per palese negligenza ed inefficacia di questa amministrazione; alla condizione desolante di abbandono in cui versano la gran parte degli edifici scolastici del nostro territorio ormai ai limiti della non agibilità; al dissesto economico dell’ente; al disastro ambientale, con evidente esplosione di molte patologie tumorali, come attestato da diverse autorità sanitari nazionali. Insomma ci troviamo di fronte alla cronaca di un disastro sociale. Abbiamo assistito, inoltre, ad una vera e propria desertificazione economica del territorio, con una costante e massiccia fuga di persone dal nostro territorio ed in particolare di giovani diplomati e laureati, costretti a riprendere, come negli anni ‘60, la dolorosa via dell’emigrazione interna verso il nord Italia alla ricerca di lavoro. Insomma potremmo dire che l’elenco delle occasioni di sviluppo perse e delle doglianze di questa amministrazione è lungo e doloroso, con un bilancio politico fallimentare. E chi è che denuncia questa triste realtà? Forse qualcuno potrebbe credere che questa denuncia venga solo dall’opposizione, viceversa, con momenti di involontaria comicità, sono gli stessi uomini di questa maggioranza, a più riprese, costretti a riconoscere questa realtà, tanto è vero che, non più tardi di qualche giorno fa, lo stesso vicesindaco ha ammesso di non avere una maggioranza compatta ma bensì tormentata da continue guerre interne di fazioni, l’uno contro’altre armate. Quello che lascia perplessi, inoltre, è l’atteggiamento del sindaco Nuzzo, privo di qualsivoglia attenzione verso le opinioni altrui che non siano uniformate al suo pensiero unico. Tanto è vero che qualche giorno fa, alla domanda del giornalista di un suo commento riguardo alla mozione di sfiducia, ha dichiarato ‘che non gli interessava e che i consiglieri di opposizione potevano leggersela da soli’. Probabilmente il sindaco dimentica che gli stessi consiglieri, avendo un sufficiente livello di cultura ed avendola scritta, evidentemente sanno anche leggerla e capirla. Ci saremmo aspettati un atteggiamento di maggiore saggezza politica, una disponibilità a confrontarsi ed a valutare le critiche, anzi saremmo stati felici di essere smentiti, dimostrando l’infondatezza di tali critiche. Probabilmente il Sindaco dimentica che il rispetto dell’opposizione …. è l’essenza della democrazia. L’addebito principale che il popolo di An inoltre rivolge all’amministrazione di centrosinistra è quello di aver privato i cittadini persino della speranza di un cambiamento. Da questa amministrazione, ormai, non si attendono più nulla e vivono in una sorta di triste rassegnazione pensando …. come diceva Eduardo ….. che prima o poi ‘Adda passa a nuttat’. La politica non è solo la mera gestione dell’esistente, come questi grigi burocrati voglione farci credere, ma è principalmente entusiasmo, idealità, cuore e passione politica. Il popolo di Castel Volturno – ha concluso Milone – ha diritto di sognare, finalmente, un territorio in cui possano vivere serenamente senza più necessità di martiri o di eroi ma solo di normalità, e noi di Alleanza nazionale che siamo gli eredi di una cultura basata sulla legalità, sulla chiarezza, sulla trasparenza e lealtà politica sappiamo che i sogni possono avverarsi, basta crederci!”.

Infine, è intervenuto il capogruppo di Forza Italia, Antonio Scalzone. “Bancarotta! – è il termine con cui ha esordito – Non vi è termine più appropriato di una siffatta fallimentare gestione della cosa pubblica, mai nessuna amministrazione prima di questa è stata conosciuta dai castellani come tanto mediocre ed incapace di affrontare e risolvere i problemi della nostra comunità, finanche quando ha avuto sindaci Rocco Russo, attuale assessore, o Lorenzo Marcello, attuale vicesindaco. Badate bene, la nostra non è una mancata rassegnazione alla sconfitta elettorale come vuol far credere il sindaco che molto volentieri e molto spesso è bravo ad offendere chi non lo riverisce e chi lo contesta dall’opposizione e non altrettanto con chi lo ricatta da quattro anni. Proprio ieri ho letto esternazioni che infierivano sul consigliere Iovene perché passato dalla maggioranza all’opposizione, mentre non si è mai scandalizzato per la sig.ina Di Giunta che ha fatto in modo più conveniente il contrario dall’opposizione in maggioranza, per non parlare del linguaggio e del vocabolario ricco e colorito che spesso sfoggia contro chi gli rinfaccia i suoi fallimenti. Come giudica il suo comportamento avuto nei confronti della lista Psla alla quale aveva promesso l’assessore? E la lista ‘Progetto per Castel Volturno’? Perché l’assessore di riferimento lo ha mollato? E come si giudica quando indica nella società mista ‘Volturno Multiutility Spa’ la moglie di un consigliere della sua maggioranza ed a presidente un ex assessore senza che si interessi delle condizioni finanziarie della stessa? E le distanze prese anche dal dottor Vittorio Russo? Purtroppo sappiamo che non si candiderà più a sindaco e questo ci rattrista perché avremmo potuto quantificare il valore dell’uomo politico e quello di magistrato. Il magistrato vince le elezioni nel 2005 e nel 2010 il sindaco uscente prende una sonora batosta elettorale, questo è il motivo per cui il dottor Nuzzo non si candida più. Non ha il coraggio di ripresentarsi sapendo di avere fallito. Quel libro dei sogni che sottopose agli elettori nel 2005 che fine ha fatto? Di quel programma scopiazzato, cosa ha realizzato? E soprattutto la lotta alla camorra, il ripristino della legalità, la lotta all’immigrazione clandestina di cui in campagna elettorale ed ancora oggi si riempie la bocca tutti i giorni in che modo e con quali atti e provvedimenti le ha concretizzate? Con la perdita del Distretto Sanitario per favorire l’amico degli amici, oppure con l’attuale sperpero di danaro pubblico che mentre si pagano 75 dipendenti per la raccolta dei rifiuti bisogna pagare anche l’esercito per rimuovere i rifiuti e nonostante ciò abbiamo una discarica proprio davanti all’American Palace sulla Domitiana a bella vista. Forse qualche appalto che viene aggiudicato col ribasso dell’1% mentre la media in provincia è del 30% dove si presentano solo due ditte ed una di queste viene esclusa? Forse facendo in modo di assottigliare il personale dell’ufficio tributi e poi affidando a ditte esterne la gestione dei tributi. Proprio durante il suo mandato la criminalità su questo territorio si è sfrenata come mai era accaduto prima, e pensare che nella campagna elettorale il magistrato fece la differenza, non perché sostenuto dall’attuale vicesindaco Lorenzo Marcello, già sindaco Dc, dall’attuale assessore Rocco Russo, già sindaco Dc, dall’attuale assessore Traettino, ex funzionario dell’ente e del Pci, tantomeno perché sostenuto dall’ex assessore Tommaso Morlando. Tante persone perbene hanno votato il giudice, proprio perché credevano che egli potesse ottenere dalle Istituzioni maggiore tutela del territorio in tema di sicurezza ed anche perché aveva fatto credere che lui aveva il potere per riuscire in ciò che il sottoscritto non sarebbe mai stato capace. Quattro anni dopo ci ritroviamo con una situazione finanziaria che aspetta solo la dichiarazione di dissesto finanziario, nonostante i tre milioni di anticipazioni del tesoriere ogni mese non sanno se riescono a pagare gli stipendi ai dipendenti, progetti inesistenti, accordo di programma peggiorato con l’ampliamento della cubatura edilizia residenziale e il blocco degli interventi pubblici ivi previsti, blocco dell’economia con la fuga degli investimenti e dell’imprenditoria, incremento delle attività criminali di rilievo nazionale ed internazionale, silenzio sull’inquinamento, silenzio alle tante domande della politica e della popolazione, quattro anni di una maggioranza litigiosa per scopi e motivi poco nobili, come quest’ultima crisi che vede schierati interessi contrapposti come affermato dagli stessi consiglieri di maggioranza Puc e Siad ed il capo di questa pseudo-maggioranza la cosa che sa dire è che noi dell’opposizione ci dobbiamo vergognare. E lui? Quali interessi vuole realizzare con il Puc e con il Siad, perché non ci dice il vero motivo di questa crisi? Se è un vero uomo delle istituzioni perché non manda tutti a casa? Farlo un anno prima gli farebbe recuperare un po’ di dignità che i castellani non gli riconoscono più”.

You must be logged in to post a comment Login

I più letti

Condividi con un amico