Campania

Pisciotta, lottizzazioni abusive: ai domiciliari il sindaco

carabinieriPISCIOTTA
(Salerno).

I carabinieri di Vallo della Lucania hanno eseguito all’alba di stamani delle
ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti del sindaco di
Pisciotta Cesare Festa, del
consigliere comunale di maggioranza Pietro
Veneroso
e del commercialista Vittorio
Marsicano
.

Nei provvedimenti, firmati dal gip del Tribunale di Vallo della
Lucania, Nicola Marrone, su
richiesta del capo della Procura Alfredo
Greco
, vengono contestati i reati di concorso in concussione continuata,
rivelazione di segreto d’ufficio, abuso d’ufficio, concorso in usurpazione di
funzioni pubbliche, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico
finalizzata alla truffa aggravata in danno della pubblica amministrazione,
istigazione alla corruzione, truffa continuata ed aggravata in danno dello
Stato, concorso in lottizzazione abusiva, concorso in violenza e minaccia a
pubblici ufficiali.

Secondo le indagini, il sindaco e il consigliere Veneroso,
abusando dei loro poteri, avrebbero favorito la lottizzazione abusiva mirata
alla realizzazione di quaranta villini nonché delle relative opere di
urbanizzazione, nella località Lacco del comune di Pisciotta. Il commercialista
Marsicano, invece, avrebbe usato minacce ed ingiurie nei confronti del
responsabile dell’Ufficio Urbanistica del Comune di Pisciotta, al fine di
indurlo a compiere un atto contrario al proprio ufficio, e cioè a presentare la
pratica edilizia relativa alla realizzazione del villaggio, nella riunione
della Commissione Ambientale per il Territorio, nonostante che ciò fosse
precluso dalle relative irregolarità. La Procura ha disposto il sequestro anche
di alcuni lotti di terreno “agricolo” a Lacco, per una superficie totaledi
60mila metri quadri ed un valore commerciale di 1 milione e 200mila euro, idonei
alla realizzazione dei villini, in totale assenza di qualsiasi titolo
autorizzativo, tra l’altro in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale
ricadente nel Parco Nazionale del Cilento.

Nell’inchiesta risultano indagate
altre 11 persone, proprietarie dei lotti di terreno oggetto del provvedimento,
per il reato di lottizzazione abusiva.

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