Campania

Piano rientro Sanità, Sagliocco investe Cdm e Corte dei Conti

Giuseppe SaglioccoNAPOLI. “Il Tavolo tecnico e il Comitato istituito a Roma nel 2006 per monitorare l’attuazione del Piano di Rientro del deficit della sanità campana ha stimato in circa 308 milioni di euro lo sforamento oltre il consentito dei conti 2008.

Il governo regionale nega questa cifra giocando al ribasso ma non quantifica. La realtà, stando alla documentazione in nostro possesso, va oltre ogni più pessimistica previsione”.

Così il presidente della Commissione Trasparenza del Consiglio regionale della Campania, Giuseppe Sagliocco, nel corso della conferenza stampa, presenti il capogruppo di Forza Italia Paolo Romano e il consigliere Ermanno Russo, presidente della Commissione Speciale Politiche Giovanili, tenuta oggi sul tema “Il Piano di Rientro e i conti invisibili della Sanità campana”.

All’appello dei conti trasmessi dall’assessorato alla sanità ai tecnici del ministero dell’economia, ha riferito Sagliocco, i conti del mancato adeguamento delle tariffe del settore della riabilitazione convenzionata che, stando alle sentenze emesse dal Tar e dal Consiglio di Stato, ammonterebbero ad oggi ad almeno 500milioni di euro, cifra che si ottiene applicando le percentuali di adeguamento mediamente riconosciute dal commissario ad acta nominato dai giudici amministrativi per l’esecutività delle relative sentenze di riconoscimento.

“Una vicenda gravissima di conti invisibili ma non troppo – ha detto Sagliocco – rilevati dall’analisi delle sentenze ed aggravata dalla circostanza della mancata transazione che la Soresa avrebbe dovuto portare a compimento nel 2007 facendo risparmiare almeno 25 milioni di euro, cioè 50 miliardi delle vecchie lire ma che, probabilmente per non dover iscrivere nei bilanci nemmeno questa cifra, si è preferito rinviare attraverso la presentazione di ricorsi peraltro su vizi di forma ma non certo di sostanza”.

Secondo Sagliocco, quella del mancato adeguamento Istat dei tariffari “non è l’unica vicenda relativa a conti invisibili”. Il riferimento va alla vicenda del mancato riconoscimento dell’equiparazione dello status di struttura ospedaliera integrata nella rete dell’emergenza ai sensi della L. 132/68 degli ospedali cosiddetti religiosi, “una palese violazione di legge, questa, che riguarda perlato anche le cliniche private convenzionate, con conseguenze di non poco conto anche in termini economici atteso che la situazione creditoria di queste strutture religiose ammonta ad oltre 450milioni di euro, buna parte dei quali sicuramente non contabilizzati dalle attività del Piano di Rientro”.

“Dunque – ha concluso Sagliocco che ha annunciato a breve una ulteriore conferenza stampa sula vicenda delle procedure di commissariamento delle direzioni generali delle Asl da parte della Regione – la documentazione che non senza difficoltà siamo riusciti a reperire disegna uno scenario ben più drammatico di quello fino ad ora contrabbandato dal governo regionale. Uno scenario rispetto al quale ci chiediamo se vi siano gli estremi di violazioni amministrative e penale, documentazione che comunque invieremo a Roma e alla Corte dei Conti la quale, già nel recente passato, relativamente ai conti delle Asl, aveva già sollevato a più riprese dubbi analoghi ai nostri”.

Il presidente del Gruppo di Forza Italia in Consiglio regionale della Campania Paolo Romano ha aggiunto: “Come abbiamo denunciato da sempre e ribadito oggi, il centrosinistra, peraltro barando non poco, ha utilizzando la sanità a scopi puramente clientelari riducendola a brandelli. Le valutazioni dei tecnici del ministero dell’Economia ma soprattutto le nostre documentate denunce sono inequivocabili. Ecco perché ribadiamo l’invito ai nostri parlamentari perché le valutazioni del governo siano tecniche e perché la sanità campana venga messa sotto rigorosa tutela. In questo senso appare paradossali l’estremo tentativo del centrosinistra ed in particolare del Pd che annunciando l’ennesima pseudo ricetta per salvare la sanità campana si ricandidano di fatto a gestirla di nuovo. Il ricorso strumentale al fantasma di presunte ed eventuali persecuzioni politiche nei confronti del governo regionale da parte di quello nazionale, è ridicolo se solo si considera come il centrosinistra ha mal governato in questi dieci anni in Campania. La sola emergenza rifiuti sarebbe bastata per poter far decidere di mandare tutti a casa”.

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