Campania

Il Capodanno in Libano di un militare napoletano

Roberto MarinoNAPOLI. L’arrivo del 2009 è stato vissuto dai nostri militari presenti in Libano nell’ambito della missione internazionale “Unifil” come un giorno qualsiasi, …

… sicuramente con una maggiore attenzione, viste le attuali condizioni di instabilità che sta vivendo il Medio Oriente a causa della guerra fra Hamas ed Israele. Fra questi nostri soldati c’è anche un pezzo di Napoli con il Caporal Maggiore Scelto Roberto Marino, classe 1980, del quartiere di Poggioreale. Marino, in forza presso Re.Co.Su.Tat. (Reparto Comando e Supporti Tattici) della “Pozzuolo del Friuli”, ha l’incarico di conduttore di automezzi, e certamente in Libano la bravura e l’esperienza servono davvero per guidare fra le curve del sud Litani, ma chi sa guidare nel caotico traffico partenopeo è capace di portare un automezzo militare in tutto il mondo. Roberto Marino, del quartiere Poggioreale di Napoli, è uno dei 2100 militari del contingente italiano dell’ Operazione “Leonte 5” in Libano, la forza d’interposizione delle Nazioni Unite schierata per monitorare il cessate il fuoco fra Libano e Israele dopo la guerra d’estate del 2006.

“Per me questa è la sesta missione – ha affermato Roberto – ho già partecipato alla prima missione in Libano, quando noi italiani siamo arrivati (Leonte 1) e la differenza principale l’ho riscontrata nella ricostruzione velocissima che i libanesi hanno attuato subito dopo il conflitto. Case nuove, strade asfaltate e campi coltivati”. Il Reparto Comando e Supporti Tattici della Brigata ‘Pozzuolo del Friuli!’, è l’unità che ha il compito di sostenere logisticamente il Comando della Brigata di Cavalleria ‘Pozzuolo del Friuli’ che dallo scorso 28 novembre ha assunto il controllo del Settore Ovest di Unifil alla guida del generale di brigata Flaviano Godio, sostituendo i bersaglieri della ‘Garibaldi’ di Caserta. Mi manca Napoli e la mia gente ovviamente – ha aggiunto con un pizzico di malinconia – ma soprattutto la mia famiglia ed i miei due figli, Antonio di sei anni e Sofia di due. Mi mancano i sapori della mia terra, la cucina partenopea”.

Il Natale, il professionista di Poggioreale l’ha trascorso insieme a centinaia di commilitoni a Tibnin, una cittadina a circa 800 metri sul livello del mare, sede del Quartier Generale dei caschi blu italiani. “Ho trascorso le festività natalizie lavorando come tutti i miei colleghi. In missione non abbiamo orari di lavoro, si inizia prestissimo per terminare quando si deve. Ovviamente abbiamo cercato di trascorrerle nel migliore dei modi, la mensa ha preparato il miglior pranzo di Natale che potessimo assaggiare ed il nostro cappellano militare ha celebrato la messa di mezzanotte nella base”.

Oltre alla base di Tibnin, le principali basi del nostro contingente sono: Maraka dove ha sede “Italbatt I” a guida del Reggimento dei Lagunari della “Serenissima”, il reparto di esplorazione anfibia dell’Esercito Italiano, Al Mansouri dove ha il comando “Italbatt II” su base Lancieri di Novara e Shama, la base più grande, dove ha sede il 3° reggimento Genio Guastatori di Udine e il Gruppo Supporto Aderenza (Gsa) del 1° reggimento di manovra di Rivoli.

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