Campania

Cdl: “Una legge regionale per istituire Fondo Antiracket”

Antonio SicignanoNAPOLI. Emergenza racket nella provincia di Napoli. Solo nell’ultima settimana si contano due attentati del racket ad altrettanti esercizi commerciali.

Prima è toccato a Portici, dove è stato data alle fiamme il ristorante “Ciro a Mare”, i cui titolari avevano denunciato più volte i propri estorsori, e poi a San Giorgio a Cremano, dove un ordigno rudimentale ha danneggiato un negozio di calzature nel centro cittadino. Intanto, dopo l’annuncio del sindaco di Portici, Enzo Cuomo, che ha proposto l’istituzione di un fondo comunale destinato a imprenditori e commercianti che con le loro denunce contribuiscono all’arresto e alla condanna degli estorsori, arriva la proposta dei Circoli della Liberà della Campania che invocano un imminente provvedimento legislativo del Consiglio Regionale.

“Auspichiamo – spiega Antonio Sicignano, vicepresidente dei Circoli della Libertà della Campania, commentando la proposta avanzata dall’amministrazione comunale porticese – una legge della Regione Campania che imponga all’amministrazione regionale di risarcire completamente gli imprenditori campani che hanno denunciato il racket e che poi hanno subito attentati al proprio patrimonio da parte della camorra. Quello del sindaco di Portici e del presidente dell’associazione antiracket di Portici Sergio Vigilante – aggiunge Sicignano – è un gesto significativo e valoroso che si dovrebbe importare anche in altre realtà della Campania, e di cui se ne dovrebbe fare carico direttamente la Regione Campania, al fine di evitare che i Comuni siano privati di importanti risorse. Ciò può essere fatto solo adottando un provvedimento legislativo regionale che istituisca dei fondi economici a cui può accedere chi ha denunciato il racket ed ha poi subito, a causa di detto comportamento, un attentato al proprio patrimonio. Solo così si può raggiungere l’obiettivo di incentivare le denunce, in quanto i cittadini campani in tal modo si sentirebbero garantiti anche economicamente dallo Stato, e di scoraggiare le intimidazioni della camorra ai danni del patrimonio di chi ha avuto il coraggio di denunciare. In tal caso, infatti, dette intimidazioni non avrebbero più senso, atteso che le vittime verrebbero poi risarcite interamente dal punto di vista economico”.

Inoltre, secondo l’esponente regionale dei Circoli della Libertà della Campania: “La Campania è una terra martoriata dal racket e dall’usura, ed occorre agire in maniera repentina per arginare concretamente il malaffare che regna in molti comuni della nostra terra. La lotta alla camorra – conclude – non può che passare necessariamente attraverso scelte di politica legislativa che fanno sentire ai cittadini la vicinanza dello Stato ed ai malviventi la compattezza delle istituzioni. Per questo motivo, ho abbozzato già un disegno di legge che sottoporrò a tutti i Consiglieri Regionali della Campania al fine di favorire una imminente discussione in consiglio regionale». E non si tratta di una ipotesi fantascientifica, atteso che – fa notare il vicepresidente regionale del movimento della Brambilla – una cosa simile avviene già per i danni prodotti da fughe di gas, dove lo Stato Italiano risarcisce fino a sei milioni di euro ogni singolo evento anche doloso. Perché – si chiede Sicignano – non estendere il principio, almeno per la Regione Campania, anche in caso di attentati prodotti dal racket?”.

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