Aversa

Luciano: “Entro sei mesi la differenziata porta a porta”

Luciano LucianoAVERSA. Si concretizza sempre più l’uscita
del comune di Aversa dal Consorzio Unico. Mentre c’è chi ipotizza il profilarsi
di una nuova emergenza rifiuti in concomitanza con il passaggio di consegne in
seno al Consorzio stesso.

Si registra la presa di posizione dell’assessore più
ottimistica dell’assessore al ramo Luciano
Luciano
, che dichiara: “Spero e credo
che non dovrebbero esserci problemi particolari, anche se ogni giorno abbiamo
qualche lamentela piccola o grande nei confronti dell’ex consorzio Ce2 per
quanto riguarda il rispetto degli accordi per la raccolta e la ramazza delle
strade. C’è, però, da dire che spesso siamo anche noi aversani a vanificare gli
sforzi degli operatori con i nostri comportamenti spesso incivili”.

Lo
stesso Luciano, poi, sottolinea come Aversa si stia apprestando ad affidare il
servizio di igiene urbana ad un soggetto terzo e conclude: “Da parte nostra, come comune, entro questo mese di gennaio siamo
intenzionati a pubblicare il bando per la gara. Dopo la pubblicazione sarà
necessario attendere cinquantadue giorni per la ricezione delle offerte. La
fase successiva, della valutazione di queste ultime e dell’assegnazione del
servizio, sarà gestita direttamente dalla prefettura di Caserta. Insomma, nel
giro di cinque/sei mesi vorremmo fare in modo di avviare il servizio stesso con
la prevista raccolta differenziata ‘spinta’ porta a porta”.

All’appello
della conferma dell’affidamento totale a terzi risponde anche il capogruppo
consiliare di An Michele Galluccio,
che sottolinea: “La gestione esterna, con
paletti specifici, è la più semplice, anche per quanto riguarda i tempi di
attuazione. Ogni altra soluzione potrebbe presentare anche lati positivi, ma il
problema finale è quello degli impianti e i privati possono affrontare il
problema trasferendo i rifiuti in regioni che hanno la possibilità di
accoglierli, in attesa che si completino gli impianti campani”
.

Favorevole,
di fatto, al ricorso ad un soggetto terzo anche il consigliere del Partito
Socialista Amedeo Cecere che la considera
“la scelta più veloce” ed il
rappresentante dell’Unione di Centro Paolo
Santulli
che si attende dal privato “risposte
adeguate che non si erano ottenute dal consorzio Ce2”.

Di tutt’altro avviso
l’ex assessore al ramo ed attuale responsabile regionale del Pdci per i rifiuti
Luca De Rosa che fa un discorso più
articolato partendo dalla struttura consortile così come concepita e dichiara:
“C’è un’idea sbagliata di Consorzio che
è, di fatto, soggetto unico di raccolta e smaltimento, mentre i due momenti
andrebbero sdoppiati per creare un controllo reciproco tra le due figure. C’è,
insomma, un’ambiguità funzionale. Il problema, poi, non è l’incapacità dei
consorzi di funzionare, ma quella dei consorziati di controllare. Ciaramella è
stato contemporaneamente controllato e controllore, quindi bisogna parlare di
incapacità di controllare al di là del fatto che si sia di fronte ad un
soggetto pubblico o privato. Credo, da sempre, che la soluzione sia una società
mista”.
Chiude, poi, con un dato che ritiene illuminante e che, a suo dire,
provocherà un ennesimo aumento della Tarsu: “Nel
1998 la spesa era di 7 miliardi e 400 milioni di lire, oggi l’amministrazione
ha previsto nel bando una spesa di oltre 10 milioni di euro, ossia triplicata”.

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