Aversa

La Casa dello Studente forse apre il prossimo anno accademico

Casa dello StudenteAVERSA. E’ stata inaugurata il 25 maggio del 2007, qualche giorno prima delle elezioni amministrative, ma non è mai entrata in funzione.

La Casa dello Studente di via Saporito, ad Aversa, ricavata dall’edificio che ospitava il vecchio carcere mandamentale, costata oltre 770 mila euro e quasi cinque anni di lavoro, dovrebbe ospitare una quindicina di studenti delle due facoltà cittadine di ingegneria e architettura. Ma, ad oggi, la sua effettiva entrata in funzione non avverrà che per il prossimo anno accademico, ossia dopo due anni e mezzo dall’inaugurazione.

“L’Adisu (l’agenzia universitaria che gestisce le attività correlate all’università, n.d.r.) si è trovata – ha affermato l’assessore alle opere pubbliche Rino Rotunnodi fronte ad una serie di problemi burocratici che sono stati resi ancora più gravosi dall’ultima legge finanziaria che ha cancellato la possibilità da parte del comune di concedere in comodato gratuito la struttura. Oggi l’Adisu, che ha fatto i dovuti passaggi in seno al proprio consiglio di amministrazione, dovrà pagare un canone che dovrà essere determinato da una stima dell’ufficio tecnico erariale di Caserta”.

L’ex vicesindaco del primo cittadino azzurro Mimmo Ciaramella ha anche sottolineato come l’amministrazione comunale abbia fatto la sua parte, compreso la richiesta all’Ute di determinare il canone di locazione, non appena nota la previsione della legge finanziaria e la redazione del contratto. “A questo punto – ha concluso Rotunno – credo che nel giro di un mese, mese e mezzo da parte nostra potrà esserci la sottoscrizione del contratto di locazione dell’intera struttura che, certamente, il comune non avrebbe potuto gestire direttamente”.

Al momento, quindi, i tempi non sono ancora certi. Con un certo impegno si potrebbero aprire effettivamente i battenti dell’ex carcere mandamentale entro il prossimo anno accademico 2009/2010. L’Adisu, infatti, deve provvedere anche agli arredi e predisporre tutto quanto necessario alla manutenzione ordinaria, come la pulizia. Sempre che, in questi oltre due anni di disuso, non si siano già creati dei danni per la cui risoluzione siano necessari interventi di manutenzione straordinaria.

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