Trentola Ducenta

Dalla Casa Famiglia due affidi per Natale

 TRENTOLA DUCENTA. Dalla Casa Famiglia della Comunità di Capodarco di Trentola Ducenta arriva la bella notizia di essere riusciti a realizzare ben due affidi proprio alla vigilia di questo Natale.

Due bambini quindi avranno due nuove famiglie “temporanee”, nelle quali trovare affetto e soluzione ai problemi più immediati. Il lavoro della Comunità ancora una volta ha dato i suoi frutti in una materia non certo facile e di non diretta disponibilità da parte di tanti. L’affido che in genere è un provvedimento “provvisorio” è oggi regolato dalla Legge 149 del 2001, che in parte ha soppiantato la Legge 184 del 1983, ma che ha fatto da ponte alla chiusura degli orfanotrofi che è stata stabilita per il 31 dicembre del 2006. Pertanto le difficoltà da parte delle famiglie a soddisfare i bisogni dei minori, ma anche problemi di tossicodipendenza, situazioni collegate all’educazione del minore, malattie, molestie sessuali, detenzione di uno dei genitori, possono essere tutte cause che portano il Tribunale dei minori a ricorrere all’affido. In un primo momento per l’affido vengono in genere scelte le comunità e le Case Famiglia, successivamente si passa all’affido temporaneo familiare, ricorrendo alla classica struttura familiare che possa fare da “ancora di salvezza” per tanti giovani e giovanissimi in situazione di precarietà. Caratteristiche dell’affido sono la temporaneità del provvedimento, il mantenimento dei rapporti con la famiglia di origine e il rientro del minore in famiglia allorquando le condizioni di impedimento siano venute a cadere. L’affido comunque dopo un primo momento di “temporaneità” potrebbe, sempre per ordine del Tribunale dei Minori trasformarsi in provvedimento di “affido sine die”. Per l’intera Comunità e per le tante persone che attorno a questa Casa si sono strette, un momento certamente di profonda riflessione, ma anche di gioia, per essere riusciti ancora una volta a dare significato concreto a questo istituto che dovrebbe trovare sempre maggiori consensi, non come surrogato di una identità familiare, ma come vero e proprio percorso di solidarietà e di disponibilità civile, nei confronti dei meno fortunati e dei più deboli. Per questo Natale la gioia arriva quindi in due famiglie, famiglie già strutturate, dove una sorte di regalo sotto l’albero porterà sicuramente una bella ragione di felicità.

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