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Un caleno insegna all’Università di Manchester

Antonio InforzatoCALVI RISORTA. Un altro caleno ricercatore che si fa strada in giro per il mondo. E che passa dall’Università di Oxford a quella di Manchester.

Dopo il fisico Beniamino Di Girolamo, del Cern di Ginevra, capofila del progetto “Atlas”, scopriamo Antonio Inforzato, chimico e ricercatore dell’Università di Manchester in Inghilterra. Un giovane ricercatore di 35 anni che ha già un curriculum da far invidia a chicchessia con esperienze scientifiche maturate tra Oxford e Manchester.

Dopo un’esperienza inizialedi 4mesipressola Immunochemistry Unit dell’Universita’ di Oxford (dove ha lavorato come visiting scientist) si è traferito nel 2006 a Manchesterpresso la Faculty of Life Sciences dell’Universita’, dove tuttora si trova. E’ membro del gruppo di ricerca guidato dal prof. Anthony J Day, esperto di biologia della matrice extra-cellulare, ovvero di quella intricata rete di molecole che si dipana intorno alle celluleed attraverso la quale le cellule stesse scambiano informazionisotto forma di messaggi biochimici. In pratica, il gruppo del prof. Day e’ impegnato nello studio della relazione struttura/funzione di proteine della matrice extra-cellulare che si contraddistinguono per la capacita’ di interagire con i glicosamminoglicani modellandone la struttura e regolandone le funzioni. La sua “nicchia” si chiama pentraxina lunga 3 (in sigla PTX3). E lavora su questa proteina dai tempi del suo dottorato in Immunologia, svolto presso l’Universita’ di Roma “Tor Vergata” in collaborazione con la Sigma-Tau S.p.a. di Pomezia.

Questa molecola svolge molteplici funzioni, in particolare agisce come recettore dell’immunita’ nativa contro specifici microrganismi patogeni, partecipa all’assemblaggio della matrice extra-cellulare che si forma intorno all’oocita prima dell’ovulazione e svolge un ruolo importante nella regolazione dell’infiammazione. Quindi, PTX3 fa molte cose diverse a seconda del luogo e del tempo in cui viene prodotta. I suoi studi sono volti a comprendere come la struttura di questa proteinane informi le molteplici attivita’ biologiche.

L’obiettivo finale e’ non solocontribuire a decifrare i complessi meccanismi molecolarima anche produrre molecole con attivita’ terapeutica selettiva”costruite”proprio sulla base di queglielementi di struttura. Le sue ricerche gli hanno consentitodi caratterizzareun pezzo di questa proteina, costituito da oligosaccaridi, scoprendo essereimportante ai fini della sua attivita’ nell’infiammazione e nell’infezione.

Il suolavoro, svolto in collaborazione con l’Universita’ di Brescia,ha inoltreconsentitodi identificare la regione attraverso cui PTX3 interagisce con un’altra proteina, il fattore basico di crescita dei fibroblasti (in sigla FGF2), che ha un ruolo di primaria importanza nella formazione dei vasi sanguigni con particolare riferimento alla vascolarizzazione del tumore (un processo noto come angiogenesi).

Di recente, sempre in collaborazione con l’Universita’ di Brescia, il suo gruppo di studio ha identificato un nuovo meccanismo molecolaredi regolazione dell’angiogenesi che sarà illustrato in una prossimapubblicazione. Inoltreha condotto una serie di studi finalizzatiallarisoluzione della struttura tridimensionaledi PTX3. e da circa due mesi lavora su un nuovo progetto in collaborazione con l’Universita’ di Oxford, volto a chiarire il ruolo di questa proteina e di altre molecole nell’ovulazione. Un bravo ricercatore italiano che svolge ricerca all’estero con soldi italiani. Spiega: “Sembrera’ paradossale magran parte delle attivita’ di ricerca che ho svolto in Inghilterra sono state finanziate con denaro italiano.Io sono venuto qui con una borsa della FIRC ed un contratto a progetto della Sigma-Tau che mi hanno consentito di lavorare e vivere per un anno. Al termine di quel periodoho avuto accesso ad altri finanziamenti, in parte italiani (dall’Istituto “Humanitas” ed ancoradalla Sigma-Tau) in parte inglesi” (dal Medical Research Council, MRC).

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