Orta di Atella

Brancaccio: “Il Pd ortese? Gentaglia della peggior specie”

Angelo BrancaccioORTA DI ATELLA. Le note vicende giudiziarie che, a ragione o a torto, hanno coinvolto la mia persona mi hanno spinto a stare fuori dalle critiche e polemiche che hanno interessato e continuano a interessare la dialettica politica ad Orta di Atella.

Tale scelta è dettata da alcune ragioni di opportunità, tra le quali quelle legate allo svolgimento del processo (appena iniziato). Ma soprattutto la “illusione” di contribuire, con il mio silenzio, a svelenire il clima politico ortese, premessa indispensabile per avviare un confronto realmente in grado di dare una prospettiva positiva al nostro paese.

Un tentativo vano il mio, come purtroppo conferma l’ultimo comunicato a firma del Pd, che veramente fa colmare la misura della mia pazienza. Ammesso e non concesso che fossi quel “delinquente politico ed amministrativo”, di cui mi si accusa nel documento del Pd, e sentissi tutta la responsabilità politica per la vicenda amministrativa conclusasi con un epilogo “mortificante” per il nostro paese, non posso tuttavia più tollerare simili e mortificanti attacchi.

Infatti, il predetto documento del Pd è un attacco personale, brutale e disgustoso mai visto ad Orta di Atella. Rivoltomi peraltro da un partito che, oggi più che mai, ha bisogno di interrogarsi sulla questione morale per le note vicende giudiziarie che interessano tanti suoi iscritti. Partito che ad Orta è rappresentato da un gruppo dirigente composto da ‘Gentaglia della peggiore specie’ che trova comodo nascondersi dietro una sigla.

Prendo atto con grande piacere che un partito del 30%, rappresentato da tanti gentiluomini, persone perbene, intellettuali e “Comarelle” abbia “paura” della forza elettorale e politica di un “disonesto” e “delinquente”, così come loro stessi mi dipingono. E’ giusto far sapere alla cittadinanza che nel gruppo dirigente del locale Pd vanta personaggi di grande “spessore” (e che spessore!) tra cui: Giovanni Migliaccio, Tommaso Dell’Aversana, Michele Pisano, Nicola Comune, Domenico Iovinella, Elpidio Ziello, Giacinto Meta, Carmine D’Ambrosio, Antonietta Adamo, Giovanni Sorvillo, Felice D’Antonio, eccetera eccetera eccetera. Ed è bene subito precisare che molti di questi famigerati hanno avuto responsabilità gestionali con il sottoscritto, condividendone tutto, ma proprio tutto, compreso quel “malaffare politico amministrativo” di cui oggi mi accusano. Altri di loro, invece, hanno preferito restare dietro le quinte per sistemarsi indisturbati le loro cosucce professionali, urbanistiche ed economiche.

Ma veramente credono, questi esseri, che la gente di Orta di Atella è così stupida da non capire e sapere quanti di loro si sono “arricchiti” professionalmente ed economicamente sulle migliaia di case costruite ad Orta di Atella? Non c’entrano nulla, lor Signori, con la vendita dei terreni, vendita e costruzioni di appartamenti, permute, concorsi al comune, sull’Rmi, su eventuali debiti del comune, su incarichi progettuali alle amiche intime, sulle varie assunzioni e sulle concessioni nelle vicinanze dei tralicci? Per non parlare poi delle vecchie lottizzazioni degli anni ’70, quando ad Orta di Atella anche per un certificato di nascita bisognava portare ‘O Canisto a casa di qualche padroncino di turno del comune. Anni in cui qualche attuale ex assessore si portava le fatture di liquidazione a casa per ricevere poi “visite gradite”.

Era mia intenzione mettermi in disparte, sia per le vicende giudiziarie che per dignità umana e politica, ma la preoccupazione di consegnare il paese a questa “gentaglia immorale”, con qualcuno di loro incapace di governare persino la propria famiglia, mi obbliga a continuare un impegno cui solo il paese e l’elettorato è legittimato a sostenere o a respingere. Si preoccupassero loro di eventuali inchieste in corso. Io ho già pagato il mio “debito”, se debito c’era. Avrei tante cose ancora da dire ma per il momento risparmio, rimandandole alle iniziative pubbliche che il sottoscritto e il proprio partito terranno prossimamente. Ci sarà da divertirsi, le danze si sono riaperte e, mio malgrado, sono costretto a non tirarmi fuori.

Pur sapendo che serve a ben poco, ho formalizzato denuncia-querela nei confronti del documento del Pd in oggetto e sarò particolarmente felice se – tali dirigenti perbene, dotti, sapienti, intellettuali e al disopra di ogni sospetto – facessero la stessa cosa nei miei confronti, in modo da darmi una ulteriore possibilità per essere più preciso e dettagliato rispetto a ciò che ho affermato con la presente nota. Semmai esisteva un sistema di malaffare politico – amministrativo, ancorchè di illegalità, del quale io sarei stato “capo dei capi”, vi è anche da dire che esisterebbero, in un supposto sistema, anche i capi, i luogotenenti e la manovalanza!

Sulla vicenda Eurocompost ne parlerò, a parte e organicamente, quando sarà definitivamente risolto il problema. Piena solidarietà al Comitato Ortanuova con i quali mi scuso per essere stato l’unico ad invitarli ad una riunione farsa in Regione sull’Eurocompost. Spero che si prenda atto di chi vuole strumentalizzare persone e avvenimenti e di chi invece lavora seriamente e correttamente per risolvere il problema (assessore provinciale al ramo e consigliere provinciale del nostro collegio, Arpac e commissari prefettizi).

Vista la concomitanza delle festività natalizie, anche se avrei da dire molte cose sulla loro etica e sulla loro morale, evito nella forma e nei contenuti, di scendere ad un livello personale e così squallido come quello da loro usato.

Mi scuso, invece, con la cittadinanza e con quelle forze politiche che lavorano per costruire una politica nuova, diversa e costruttiva per i toni e contenuti usati ma cercate di avere un minimo di comprensione per chi sarebbe diventato l’unica persona responsabile di tutto. Per quanto mi riguarda, mi assumo le mie responsabilità come ho sempre fatto. Facessero loro la stessa cosa.

In chiusura mi sia consentito di augurare a tutta la cittadinanza un sereno Natale e un felice anno nuovo.

Angelo Brancaccio

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