Italia

Maroni scioglie Pescara e annuncia le elezioni per il 6 e 7 giugno

Roberto MaroniROMA. Il Ministro dell’Interno Roberto Maroni ha annunciato questa mattina, durante il consiglio dei Ministri, la decisione di sciogliere, il prossimo 5 gennaio, il comune di Pescara in seguito all’arresto del sindaco.

“Il sindaco D’Alfonso – ha affermato il titolare del Viminale – si è dimesso il 16 dicembre, trascorsi i venti giorni di legge il Comune sarà sciolto, nominerò il commissario e si andrà a votare con la prossima tornata di amministrative”. Diversa è, invece, la situazione della giunta comunale di Napoli che ai sensi della legge non può essere sciolta, come ha spiegato lo stesso Ministro Maroni: “Le misure restrittive per due assessori non sono sufficienti per lo scioglimento del comune di Napoli, non essendo prevista l’imputazione di associazione per delinquere di stampo mafioso, ma solo l’associazione per delinquere. Il Viminale sta seguendo con grande attenzione la vicenda. Siamo preoccupati – ha concluso – per il corretto adempimento degli obblighi, ma non possiamo intervenire perché la legge non ce lo consente”.

Sul caso dello scandalo del capoluogo partenopeo è intervenuto anche il presidente Silvio Berlusconi che ha dichiarato: “Noi siamo da sempre garantisti, sia per quanto riguarda noi che gli altri. Io spero che i fatti vengano ridimensionati”. Il Cavaliere ha ribadito all’aula che anche il capo dello Stato Giorgio Napolitano abbia sottolineato l’urgenza della riforma sulla Giustizia.

Durante l’assemblea Maroni ha annunciato anche di aver fissato per il week-end 6 e 7 giugno la data per le prossime elezioni europee e amministrative: “Il Consiglio dei ministri ha approvato la mia proposta di un election day: si voterà insieme per le europee, per oltre 4mila Comuni e per 73 Province. Per fare questo abbiamo anticipato al sabato la mezza giornata di votazioni che di solito è di lunedì, sia per le amministrative sia per le europee”.

Alla proposta del Ministro dell’Interno, Giovanni Guzzetta, presidente del comitato promotore dei referendum elettorali, ha avanzato l’ipotesi di indire il referendum nella stessa data delle elezioni: “Non esistono ostacoli giuridici di alcun tipo a questo abbinamento, che ci sono precedenti in Italia ed Europa e che in questo modo il risparmio economico si potrebbe triplicare. Nei prossimi giorni chiederemo un incontro al ministro Maroni per esporgli la nostra posizione”.

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