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De Magistris, avvisi di garanzia a magistrati di Catanzaro

Luigi De MagistrisCATANZARO. Bufera negli uffici giudiziari di Catanzaro dove ieri polizia e carabinieri hanno eseguito perquisizioni e notificato avvisi di garanzia nei confronti di otto magistrati.

Secondo la Procura di Salerno, che ha disposto i provvedimenti, questi magistrati avrebbero ostacolato il pm Luigi De Magistris nelle inchieste “Poseidone”, sulla presunta cattiva gestione in Calabria dei processi di depurazione, e “Why Not”, sul sospetto uso improprio di finanziamenti pubblici, che vedeva coinvolti l’ex premier Romano Prodi e l’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella.

Provvedimenti che vanno a sostenere le denunce fatte, nell’ultimo anno, dall’ex sostituto procuratore di Catanzaro, che ha riferito pubblicamente di essere stato vittima di un piano architettato per delegittimare il suo lavoro e screditare la sua immagine. Tuttavia, il Csm aveva accolto la richiesta di trasferimento, al tribunale di Napoli, del magistrato, su richiesta allora presentata dall’ex Guardasigilli Mastella. Poi l’inchiesta aperta dal procuratore capo di Salerno, Luigi Apicella, che, assieme ai sostituti Dionigio Verasani e Gabriella Nuzzi, ed una squadra di circa cento poliziotti e carabinieri, è entrato nel Palazzo giustizia di Catanzaro per perquisire i colleghi della Procura e della Procura generale.

“Questo ufficio è stato vilipeso. E’ scandaloso ed eversivo”, questa la reazione del procuratore generale di Catanzaro Enzo Jannelli, il quale ha annunciato che rilascerà altre dichiarazioni solo dopo la risposta delle istituzioni da lui interessate: il presidente Giorgio Napolitano, il ministro Angelino Alfano e il Consiglio superiore della magistratura.

Ironico il commento del presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga: “Buona la notizia che la procura della Repubblica di Salerno indaga sull’operato del Procuratore Generale di Catanzaro e di altri magistrati della Calabria, e presto credo anche dello stesso Consiglio Superiore della Magistratura. Finché si indagano tra di loro e forse anche tra di loro si arrestano, non violano la libertà dei cittadini!”.

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