Esteri

Raid a Gaza, Israele prepara l’attacco via terra

 GAZA. 270 vittime e 620 feriti secondo fonti ospedaliere. 400 morti e oltre mille feriti secondo Hamas. Qualunque sia il dato del bilancio dei raid israeliani sulla Striscia di Gaza si può certamente parlare di carneficina.

Intanto, sembra che Israele, che ha avviato i raid in risposta ai recenti attacchi palestinesi contro edifici civili sul proprio territorio, stia preparando la fanteria e mezzi blindati per un’invasione terreste. “Un’operazione possibile”, come ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak. A confermare questa eventualità la decisione del governo guidato dal premier Ehud Olmert di mobilitare migliaia di riservisti.

Dall’inizio dell’operazione “Piombo fuso”, Israele ha eliminato tutte le caserme di Hamas, colpendo 240 obiettivi, tra cui una serie di tunnel usati per contrabbandare beni e armi tra la Striscia di Gaza e l’Egitto.

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha lanciato un appello alla fine di tutte le attività militari, che tuttavia non ha valore vincolante, sottolineando “le necessità umanitarie ed economiche della popolazione di Gaza” e chiedendo alle parti interessate di intraprendere tutte le misure utili ad assicurare agli abitanti della Striscia cibo, carburante e medicine a sufficienza. Tra questa misure è inclusa anche l’apertura del confine tra lo Stato ebraico e il territorio palestinese.

Il presidente dell’Anp (Autorità Nazionale Palestinese), Mahmud Abbas (Abu Mazen) è arrivato nelle prime ore di domenica al Cairo, per riferire al presidente egiziano, Hosni Mubarak. Quest’ultimo ha affermato che continueranno i contatti per riprendere la tregua scaduta il 19 dicembre, anche in vista della scadenza del mandato di Abu Mazen alla presidenza palestinese fissata per il 9 gennaio.

Una riunione dei ministri degli esteri arabi che era stata convocata d’urgenza per stasera dalla Lega Araba al Cairo è stata rinviata a mercoledì, mentre per venerdì è stato confermato a Doha, in Qatar, un vertice straordinario dei capi di stato arabi.

Durante una conferenza stampa, il ministro degli esteri egiziano, Ahmed Abul Gheit ha denunciato l’atteggiamento di Hamas, che starebbe trattenendo i feriti nonostante sia stato aperto il valico di Rafah per accoglierli.

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