Matese

Cani abbandonati, la denuncia di Agnese Ginocchio

 ALIFE.Ci risiamo, lasolita storia, ci ritroviamo alle imminenti feste natalizie, catturati dalle sfavillanti luci degliaddobbi natalizi, dalle cure per la propria casa, dal cenonedi Natale,dal vestito e dal regalo da ricevere, …

… insomma a tutto si pensa tranne che ricordare l’essenzao meglioil vero significato di questa tradizionale ricorrenza,chenon éda celebrare comefestamaterialistica e consumistica, bensì festa in cui dovrebberoessere messi in rilievo quei valori importanti come ladifesa della vita e la pratica della solidarietà attiva in tutte le sue sfacettature e triangolazioni.
Invececapita di assistere sempre più spesso a scene di indifferenza totale verso le problematiche del territorio, a partire da quelle che potrebbero essere le più banali, ma che in certe circostanze, per chi é costretto a farne esperienza in prima persona, diventano veramente difficili daaffrontare a causa dell’assenza di servizi e strutture sociali nel territorio.Nella giornata di domenica 21 Dicembre 2008, mentrela maggior parte della cittadina era alle presedegli eventi natalizi che sis tavano svolgendo nel centrostorico della città,c’é stato chi invece da un altro fronte é stato costretto adassistere in diretta ad una scena di impotenza che hasuscitatonon poco sconcerto e rabbia.
Ma veniamo subito al dunque e non ci dilunghiamo di più. Araccontarci l’ accaduto la Testimonial della Pace Agnese Ginocchio, protagonista dell’accaduto. Di seguito riportiamo la sua testimoniza, invitando la società civile a riflettere su queste parole.” Potrebbe essere banale, proprio perché si parla di animali, ma vi assicuro che non lo é affatto, in quanto anche queste creature, considerate i migliori amici dell’uomo, sono dono di Dio e vanno rispettati in quanto tali. Mi é capitato al ritorno da Grazzanise, sulla strada statalein direzione verso Alife, dopo il ponte Margherita esattamente quasi all’altezza del nuovo distributore della Repsol, assistere ad una scena che mi ha profondamente indignata. Ho visto sulla strada un cane, unpastore tedesco,penzolante ea stento camminare.Le sue zampe posteriorile poggiavaa terra con molta difficoltà,nel suo affannoso cammino ho notatoqualcosadi strano, il dorso posteriore da un latopresentava come unaspecie di deformazione,é probabile che la povera bestia, sia stata investita da qualcuno e poi abbandonata al proprio stato.A stento riusciva a camminare, con molto affanno proprio come una personastorpia. Era ora di pranzo edovevo recarmi a casa perché mi aspettavano, ma mi ero subito riproposto di recarmi nuovamente sulposto non appena mi sarei liberata dagli impegni di casa. Così ho fatto e verso le ore 16 mi sono rimessa in auto in direzione della strada dove ho incontrato la bestiola. Sulla corsia di andata (in direzione del ponte Margherita) non ho visto nulla, in compenso ho individuato una pattuglia dei carabinieri in sosta per i controlli. Sono arrivata con l’auto fino al ponte Margherita, poi subito mi sono immessa sulla corsia di ritorno, o meglio la stessa strada percorsa in mattinata.
Mentre camminavo ad un certo punto, un pò prima del neo distributore della Repsol individuoda lontano la bestia, si trovava dentro una stradina privata, allato destrodella statale. Sono entrata dentro con l’auto e, dopo essermi accertata dellanon pericolosità dell’animale, sono scesa dall’auto per osservarla meglio da vicino. Mentre scendevo ho visto l’animale venirmi incontro con molto affanno, quasi come se volesse domandarmi: “Aiutatemi, sto male”! Questo é quello che ho percepito. Dietro a lui subito un altro cane, si é avvicinato per farmi festa. Sono stata lì, ho cercato di fare qualche foto per documentare il fatto (quelle che vedete in questo servizio) poi subito mi sono rimessa in auto per andare ad avvisare immediatamente la pattuglia dei carabinieri che si trovava lì vicino.
La pattuglia dei carabinieri di Alife, molto gentili devo dire, dopo alcuni minuti la mia segnalazione, si è recata sul luogo dove si trovava il cane,dove nel frattempo mi ci ero recata nuovamente, e dopo essersi resi anche loro conto del fatto, mihanno messo al corrente che purtroppo, a causa dell’assenza di canili e di strutturesociali nel nostro territorio in grado di ospitare animali, pochissime sarebbero state le possibilitàdi sistemare la bestiola da qualche parte. Tuttavia, dopo i vari accertamenti, mi avevano assicurato che avrebbero fatto il possibile per segnalare il caso e mandare qualcuno a prelevare la bestia. Dopo essersene andati, in quantoerano stati chiamati per un altro servizio di monitoraggio sul territorio, io sono rimasta ancora lì a fare compagnia alla bestiola, anzi alle bestiole, perché ne erano 2, nella speranza che potesse sopraggiungere qualcuno (erano infatti passatemolte auto, miavevano anchevista, ma nessuno si é fermato), e che soprattuttopotesse arrivareil proprietario della casa confinante (assente nel momento che si erano svolte queste indagini)e spiegarmi qualche particolare in più sulla bestia.
Dopo un pò di tempo ho sentito dei rumori e da lontano ho visto un uomo che stava tagliando la legna. L’ho chiamato, mi sono avvicinata a lui e gli ho chiesto se lui fosse a conoscenza della storia di quel cane abbandonato. Il signore mi ha risposto che purtroppo quell’animalesi trovava lìgiàda un pò di tempo, che quando era arrivato presentava le stesse condizioni fisiche che sopra ho descritto.Il signore mi aveva riferito che per compassione luiinsieme agli altri vicini delle confinanti case, portava qualcosa alla bestiola per non farla morire di fame e che inoltre quel posto era diventato un ritrovo di cani abbandonati, tant’é che pure lui, avendo un pò di terreno davanti la propria abitazione, si era visto costretto a prendersi cura di due o tre cani, pur di non farli morire al proprio destino.
Dopo tutte le notizie raccolte, mi sono rimessa in auto e ritornata a casa, con una profondaindignazione dentro di me. Nessuna delle nostreistituzioni finora si é preoccupata di dare una sistemazione a queste povere bestiole abbandonate. Non ci sono strutture adeguate. Non è giusto che gli animali siano lasciati soli e abbandonati dopo essere stati usati e sfruttati dai propri padroni. Anche queste sono igiustizie, violazioni di diritti.Mentre pensavo a tutte queste cose sonosopraggiunta a casa. Il corso principaledella città era addobbatocon decori natalizi, luci sfavillanti, bancarelle per il mercatino di Natale, gente lungo la strada che spensierata camminava ammirando le bellezze natalizie. Ed io che ero appena ritornata da un’ennesima scena di degrado sociale….Ho provato un senso di nausea e di ribellione a questo sistema di concepire le cose e la vita. Non è giusto.
Ma di quale Natale stiamo parlando?C’é una profonda spaccatura nell’ordine sociale, un divario enorme, uno scontro di civiltà. Un dilemma, uno stile di vita subdolo e superficiale, deviante e dispersivo, che banalizza l’esistenza umana fino a renderla schiava della materia, a deformarla nel suo concetto primario, quello cioé di affermare ilvalore della cittadinanza attiva di sentirsi cioé cittadini attivi e solidali, appartenenti non ad un solo mondo, ma al mondo di tutti, cittadiniquindiche si muovono e si impegnanpo per la difesa del bene comune, bene di tutti, che si impegnano per la salvaguardia del creato, dono di Dio, che siadoperano per la tutela di ogni specie di vita, a partire da quelle animali, che sono anche dono di Dio. La crisi, prima di essere definita crisieconomico-politica,é innanzitutto crisi d’identità interiore, malanno sociale, piagaprofonda; l’umanità lacerata dal disordine morale, dal male dell’indifferenza, dal culto dell’esteriorità e dell’apparenza. Fumo che il vento disperde e porta via….
Si é perso il senso del vivere.Lo scenario al quale assistiamo é indecoroso, mortificante ebanalizza l’essenzialità dell’uomo.L’uomo nasce e viene almondo se non peruno scopo: quellodiglobalizzareil valore della solidarietà e perdare il proprio contributo a costruire a quella chevienedefinitala civiltà della Giustizia e della Pace senza confini. Quando si esce fuori e si stravolgono i connotatidi questo grande progetto d’Amore, allora l’uomo ed il mondo vanno alla deriva fino allo sfascio e alla distruzione totale. Ma di, e a quale uomo ci sentiamo di appartenere, Noi, Uomini e Donne del terzo millennio? Dove vertono i nostri interessi? Quale Natale festeggiare dunque?Un’appello alle istituzioni locali perché siano più attente alle problematiche che riguardano il territorio. Fare politica significa servire la comunità, assicurare quei servizi, a partire da quellipiù banali, che consentono un minimo di vita dignitosa, che assicurano condizioni di vivibilità a tutte le specie di vita. Non lasciamo i cani abbandonati per strada per favore, é una tristezza infinitavederli abbandonati come barboni ad un immane destino.
Quanti divari intorno a noi. Bisogna correre ai ripari.Eppure non ci vogliono grandi sforzi per migliorare le cose, ma bisogna possedere però un ingrediente indispensabile: buona volontà, cooperazione, condivisione e infine partecipazione. Un appello perché sirifletta meglio sulle proprie risorse e sullespese da gestire.Basta con gli sprechi di denaro pubblico male investiti in feste patronali, sagre dispersive, cenoni succulenti e addobbi natalizi e fuochi spettacolari. Meno esteriorità e più compassione per favore, con-passione! Un rilancio dunque per uno stile di vita più equo, più sobrio e più solidale, perché sia Pace vera e Giustizia senza confini per tutti.
Un’appello alla mobilitazione delle coscienze a scendere in campoper ripristinare il senso, l’ordine, la sicurezza, la difesa dei Dirittie della Vitaper tutti! Auguri di Buon Natale di Pace e di Impegno solidale senza confini. Auguri di Buon 2009 di altrettanto Impegno sociale perché migliorino le condizioni sociali di ogni uomo e donna della Terra. Shalom.
Agnese Ginocchio

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