Cesa

Servizio civile, Udc: “Quali fortunati seppero del vecchio bando?”

Anna MeleCESA. Non si placa la polemica dopo le accuse dell’Udc riguardo ad un presunto nepotismo applicato nel servizio civile ottenuto dal comune di Cesa presso la provincia di Caserta.

Dopo il manifesto apparso per le strade del paese nei giorni scorsi, l’Udc, guidata dal segretario Anna Mele, rincara la dose fornendo ulteriori precisazioni. Nel mirino del partito di Casini i progetti di servizio civile presso la provincia attuati negli anni passati e non quelli appena presentati presso la Regione, per i quali Cesa ha ottenuto quest’anno, per la prima volta, l’accreditamento. Le nuove dichiarazioni di Mele prendono spunto proprio dall’accreditamento del comune presso la Regione: “L’assessore Dell’Omo ha sottolineato l’importanza di questo risultato mai ottenuto dal comune di Cesa per i giovani cesani. E su questo che l’Udc vuole soffermarsi e chiedere se sia completamente esatto quanto dall’assessore dichiarato, ovvero che il servizio civile non è stato mai prima d’ora realizzato a Cesa. Infatti, noi abbiamo appreso che negli anni trascorsi, non tanto remoti, il comune di Cesa, con accreditamento presso la provincia, aveva già ottenuto il servizio civile! Qual è la verità? Le carte possono darci una risposta e noi l’attendiamo con impazienza da chi ne ha la competenza, unitamente a tutti coloro che avrebbero voluto presentare la domanda e non ne hanno avuto la possibilità perchè il servizio civile ottenuto in passato non è stato pubblicizzato allo stesso modo di quello attuale. Ci chiediamo chi sono i giovani fortunati che hanno saputo, nonostante tutto, del bando vecchio? Attendiamo risposte così come tutta la cittadinanza”.

L’Udc chiede dunque risposte e, intanto, auspica che gli errori commessi in passato non verranno ripetuti di nuovo nella gestione dei progetti, ora non più in mano alla provincia ma gestiti direttamente dal comune: “Ci auguriamo che la procedura di reclutamento dei giovani candidati avvenga secondo i canoni della trasparenza, anche riguardo ai nominativi selezionati, che speriamo non siano sempre i soliti noti”.

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