Cesa

Attentato fallito ad un bar dinanzi al cimitero

il bar che ignoti hanno tentato di incendiareCESA. Allarme attentato a Cesa. Un vetro rotto e del liquido infiammabile: questo quanto trovato dai carabinieri in prossimità di un locale in via Madonna Dell’Olio, al confine con Gricignano, nei pressi del cimitero.

La struttura, ancora chiusa, dovrebbe essere adibita a bar (in effetti in quei locali c’era un bar, poi chiuso qualche tempo fa), ma la proprietà della stessa è ancora incerta, almeno secondo quanto riferito dai carabinieri di Aversa, che nella tarda serata di domenica sono stati allertati da alcuni residenti della zona. Qualche rumore strano o semplicemente il fragore del vetro rotto hanno richiamato l’attenzione di alcuni cittadini che immediatamente hanno chiamato il 112. I militari, giunti sul posto (in zona sono arrivati uomini dei reparti speciali di rinforzo sul territorio), hanno avviato tutti i controlli del caso. Davanti al locale c’erano molte persone tra le quali anche i possibili proprietari o gestori del futuro bar, interrogati dai carabinieri. Tutte le piste restano aperte, da uno scherzo messo in atto da bontemponi, probabilmente un po’ alticci, ad un possibile avvertimento, o ad un vero e proprio attentato fallito. Il vetro rotto di una delle porte e la presenza di una tanica di benzina sono i due elementi che al momento hanno attratto la maggiore attenzione da parte degli inquirenti.

La mano della camorra in questo tentato incendio potrebbe essere evidente, anche se sulla faccenda gli investigatori hanno le bocche cucite. Certo, Cesa è un territorio difficile. Al confine con la provincia napoletana, il piccolo paese è diventato campo di battaglia tra due fazioni criminali opposte che si contendono gli affari della zona. Una divisione tutta interna nella quale però, col tempo, sono intervenuti poteri altri e famiglie esterne a dettare legge o a stipulare accordi. La tregua che probabilmente era stata siglata qualche tempo fa nascondeva delle incrinature, delle difficoltà, palesate alla fine dello scorso anno. Una serie di omicidi e di atti intimidatori si sono susseguiti, una lunga scia di sangue che ha bagnato le strade di Cesa ma non solo. Cesa, infatti, insieme a Orta di Atella e Sant’Arpino, rappresenta il campo di battaglia delle famiglie della mala casertana e napoletana. I Casalesi, sempre pronti a recriminare il loro potere indiscusso e indiscutibile nell’agro aversano, e le famiglie che controllano Sant’Antimo, territorio praticamente legato a Cesa. Senza contare che Natale è alle porte e che il “regalo” viene sempre chiesto in queste giornate festive a chiunque.

dal “Corriere di Caserta”, 02.12.08

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