Caserta

“Provincia Gate”, prosciolti Acconcia, Caterino e Bove

Anthony AcconciaCASERTA. Non c’è associazione a delinquerenell’ambito dell’inchiesta “Provincia Gate”.

Il gip proscioglie quasi tutti, ma rinvia davanti al collegio B della seconda sezione penale il giudizio per Domenico Bove, Sergio Romano, Sergio Civitillo e Antonio Simeone.

Domenico BoveE’ stata fissata per il 12 maggio 2009 l’udienza dibattimentale. Sono stati prosciolti con sentenza di non luogo a procedere, invece, il direttore generale della provincia Anthony Acconcia, il consigliere Giacomo Caterino, Mario Bove, Renzo Ambroselli, Pasquale Palmieri, Pasquale Di Lillo, Nicola Lanni, Francesco Mastroianni. Nonostante il pm avesse chiesto una replica e depositato gli interrogatori, il gip Antonio Pepe dopo sette ore di camera di consiglio ha prosciolto tutti focalizzando l’attenzione soltanto sui reati commessi ad Alvignano.

La vicenda del piano regolatore di Casagiove, dove sono stati ascoltati nel corso delle indagini anche il presidente della provincia di Caserta Alessandro De Franciscis, il tecnico provinciale Ingegner Spasiano, l’ex assessore provinciale Maria Carmela Caiola, il sindaco Enzo Melone e il signor Ciardiello, è oramai andata in soffitta. Angela Monaco, Alessandro Barbieri, Giuseppe Stellato, Renato Jappelli, Vittorio Giaquinto, questa la nutrita schiera di avvocati che hanno partecipato al processo preliminare, si sono visti confermare quello che era stato già deciso al tribunale del Riesame di Napoli.

Giacomo CaterinoI reati contestati dai pubblici ministeri della procura della repubblica di Santa Maria Capua Vetere, titolari delle indagini Paolo di Sciuva e Alessandro Cimmino, variavano dall’associazione a delinquere alla turbativa d’asta alla truffa aggravata, per lo più eseguiti fra il 2005 e il 2006, ma anche fino a tutto il 2007.

Al centro dell’indagine un presunto giro di mazzette, scambi di favori, ditte agevolate e ditte escluse al di fuori dei regolamenti in materia di appalti pubblici. La vicenda nacque da un avviso di garanzia, scattato nel marzo dello scorso anno, e riguardò Domenico Bove, per quattro anni sindaco di Alvignano, eletto nella lista della Margherita e poi transitato nell’Udeur, consigliere provinciale e presidente della commissione urbanistica dell’Ente di corso Trieste. Un avviso di garanzia che sfociò in una perquisizione presso la sua abitazione, nella segreteria comunale e presso gli uffici della Provincia ubicati nella Saint Gobain. Il blitz fu eseguito all’alba del 7 giugno quando furono poste in stato di detenzione sei persone.

dal blog di Prospero Cecere

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