Campania

“Global Service”: arrestati 4 assessori, indagati Bocchino e Lusetti

Bocchino-LusettiNAPOLI. Scattano gli arresti sull’inchiesta “Global Service”, un mega affare da quattrocento milioni di euro per il restyling delle strade, approvato dalla giunta e dal consiglio comunale di Napoli e mai varato per mancanza dei fondi.

Gli uomini della Dia e i carabinieri di Caserta hanno eseguito stamani 13 arresti, in carcere e ai domiciliari, nei confronti di Alfredo Romeo, 55 anni, e di quattro assessori del Pd fra ex e in carica, ossia Enrico Cardillo (che si era dimesso di recente, il giorno prima del suicidio dell’ex assessore Giorgio Nugnes, pure lui coinvolto nell’inchiesta e tra i destinatari delle ordinanze), Ferdinando Di Mezza, Giuseppe Gambale, anche lui ex assessore, e Felice Laudadio. Ai domiciliari anche l’ex sovrintendente alle opere pubbliche di Campania e Molise, Mario Mautone, e un ufficiale della finanza, Mazzuco, che era in forza alla Dia. Le accuse vanno dalla turbativa d’asta all’abuso d’ufficio alla corruzione.

L’inchiesta non coinvolge il sindaco Rosa Russo Iervolino. L’operazione è stata condotta dai carabinieri di Caserta, agli ordini del colonnello Carmelo Burgio, poiché essa nasce da una costola dell’inchiesta che portò un anno fa all’arresto del consigliere regionale dell’Udeur,allora Ds, il casertano Angelo Brancaccio (ex sindaco di Orta di Atella). Dalle intercettazioni effettuate in quella circostanza emersero particolari che hanno fatto arrivare gli investigatori al mega-appalto della Global Service.

L’indagine vedrebbe indagati anche il parlamentare di Alleanza Nazionale, Italo Bocchino, e il deputato del Pd Renzo Lusetti. Secondo i magistrati, l’imprenditore Romeo riceveva “illecito sostegno”, “analogo” a quello che gli sarebbe stato offerto da Bocchino, anche dall’onorevole Lusetti. Quest’ultimo, si sarebbe “adoperato per consentire all’imprenditore il proseguimento dei propri fini illeciti nel settore degli appalti, sia nella città di Napoli che nella città di Roma, in questo secondo caso intervenendo presso esponenti del Consiglio di Stato per sostenere Romeo nell’atto di appello interposto contro una decisione del Tar favorevole a una impresa concorrente”. Nelle prossime ore il gip del Tribunale di Napoli inoltrerà una richiesta di autorizzazione al Parlamento per utilizzare le intercettazioni telefoniche che coinvolgono Lusetti e Bocchino.

La delibera sulla Global Service, nello specifico, riguardava un appalto per la manutenzione ordinaria e straordinaria di 395 strade della viabilità principale della città, circa 250 chilometri, e per l’arredo urbano, per 396 milioni di euro. Un atto amministrativo prima della giunta, poi portato in Consiglio alla fine del 2007, e mai decollato per mancanza di risorse da parte dell’amministrazione municipale. Secondo gli inquirenti, quella delibera fu in pratica messa a punto dagli stessi tecnici dell’imprenditore Romeo, che poi passavano i capitolati dell’appalto agli uffici degli assessorati comunali competenti affinché li introducessero nel documento.

In una telefonata, uno degli assessori coinvolti nell’inchiesta si rivolgeva così a Romeo: “Ue, guagliò, si nu grande…tieni nu grande amico assessore”. Parole che, per i magistrati, indicano “una commistione impressionante tra politici di ogni colore e provenienza, organi istituzionali, pubblici funzionari e appartenenti alle forze di polizia. Tutti convergenti a soddisfare le più diversificate pretese dell’imprenditore, autocompiacendosi e grossolanamente di se stessi e dei risultati conseguiti”.

Agli atti dell’indagine vi sono poi numerose conversazioni di Romeo con l’ex provveditore alle opere pubbliche Mautone e con l’ex assessore al patrimonio Giorgio Nugnes, coinvolto anche nell’inchiesta sui disordini di Pianura e suicidatosi lo scorso 29 novembre. Conversazioni che, per i magistrati, dimostrano “quali sono i metodi adoperati da Romeo per aggiudicarsi ogni tipo di gara a cui prende parte da quelle nazionali a quelle internazionali”.

Il sindaco Iervolino, esprime “profondo dispiacere umano” per il coinvolgimento di alcuni suoi assessori e annuncia che provvederà immediatamentea sospendere i due arrestati ancora in carica, Laudadio e Di Mezza. La stessa sottolinea che“da un altro punto di vista sono però contenta: si concretizza un fantasma”. Iervolinointende aprire un confronto con il suo partito e la coalizione: “Mi riservo di parlare con gli altri miei assessori e i partiti che mi sostengono. Ho avuto nei giorni scorsi ampio sostegno sia dal mio partito che dal resto della coalizione, ma ora siamo di fronte a un fatto nuovo”.

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