Trentola Ducenta

Il “settebello” di Pagano ci prova…

Nicola PaganoTRENTOLA DUCENTA. In questi ultimi giorni l’accavallarsi di notizie provenienti dai vari fronti della battaglia politica che ha investito la città di Trentola Ducenta ci hanno imposto di ascoltare e proporre quello che le varie anime locali esprimevano.

Di certo, tirare conclusioni non è facile, anche perché annunci, manifesti, proclami, dichiarazioni in successione, hanno fatto si che un tantino di confusione, anche per chi è avvezzo a queste cose, sorgesse spontanea. Ora che la bufera è passata, ma non del tutto, ci pare invece giusto tirare qualche timida conclusione. Il neanche tanto vecchio Arcobaleno è morto, anzi era morto, grazie anche ad alcune componenti, tra cui qualcuna di quelle che oggi professano la loro inattaccabile appartenenza a quel gruppo. La squadra del sindaco è in parte cambiata, anche per essere passata attraverso questa tempesta, ed oggi intorno al primo cittadino si è stretta una squadra di “sicurezza”. L’opposizione, lunedì, provvederà con un convegno pubblico a dare la sua condanna definitiva, anche se si tratta dell’ennesima condanna definitiva per questa formula amministrativa. Nel frattempo, forse l’unica analisi che ancora non riesce a farsi strada è quella di una città che, a conti fatti, è indebitata fino al collo. Vecchi “conticini” mai pagati, espropri, acqua, rifiuti, tutte cambiali che oggi spuntano da ogni parte e che mettono in grande difficoltà chi tenta di amministrare in santa pace. Nonostante tutto, però, il “settebello”, sindaco ed assessori insieme, oggi alla guida della città, sembra aver inforcato la strada, se non buona, quantomeno operosa per fare, e certamente bisogna dare atto di un timido risveglio che comunque deve ancora fare i conti con il gelo dell’inverno che è alle porte.

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