Sant’Arpino

Parcheggio Teverolaccio e Castellone, incontro con Soprintendenza

Vasca di CastelloneSANT’ARPINO. I lavori del parcheggio nello spazio attiguo al Casale di Teverolaccio potranno proseguire solo dopo lo svolgimento dei rilievi geoelettrici e di eventuali altre indagini archeologiche nell’area interessata dalla costruzione dell’opera pubblica.

E’ questo il risultato dell’incontro tra l’Amministrazione Comunale di Sant’Arpino, rappresentata dal sindaco Eugenio Di Santo e dall’assessore ai lavori pubblici e urbanistica Elpidio Iorio (nella foto), e la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Caserta e Benevento, rappresentata dal soprintendente Mario Pagano e dalla responsabile dell’ufficio atellano Elena La Forgia. A sollecitare l’incontro, come si ricorderà, sono stati gli stessi amministratori di Sant’Arpino, comune capofila del progetto della circumvallazione esterna Sant’Arpino – Villa Literno (Asse di supporto Nola – Villa Literno), all’interno del quale s’inserisce la costruzione del parcheggio. E’ stata proprio l’edificazione di quest’ultima opera a sollevare le perplessità di studiosi e associazioni varie preoccupate per l’impatto negativo dell’opera con la zona suindicata nel cui sottosuolo potrebbero celarsi importanti resti antichi. Da qui la richiesta, da parte del sindaco Di Santo e dell’assessore Iorio, di un sollecito intervento della Soprintendenza per dirimere l’intricata questione.

“L’incontro è stato molto proficuo – commentano i due amministratori del comune aversano – il soprintendete Pagano e la responsabile atellana La Forgia hanno rinnovato la loro disponibilità a seguire con particolare attenzione i lavori della circumvallazione. Per quanto concerne il parcheggio, si è convenuto di attendere lo svolgimento dei rilievi geolettrici e di ulteriori indagini archeologiche che si dovessero rendere utili, prima di procedere con i lavori”. Nel corso dell’incontro sono state trattate anche altre problematiche di competenza della soprintendenza archeologica casertana, tra cui la verifica della persistenza dell’interesse archeologico e la sua attualità nella cosiddetta zona “Castellone”.

“Alla discussione – fanno sapere Iorio e Di Santo – ha preso parte anche una delegazione di abitanti della zona in questione che giustamente invocano chiarezza sulla esatta natura e perimetrazione dei vincoli archeologici che gravano sulle loro dimore. Per quella parte della zona Castellone fortemente urbanizzata, abbiamo chiesto un intervento di riqualificazione – concludono Iorio e Di Santo – per l’altra parte, cioè quella che si sviluppa a ridosso dell’ex Municipio Atella di Napoli, abbiamo chiesto l’intensificazione – concertata dalle due istituzioni – di adeguate politiche di salvaguardia e valorizzazione. Sull’argomento, il soprintendete Pagano ha dato la sua disponibilità ad approfondire l’argomento ed ha annunciato che prossimamente verrà a visitare di persona la zona archeologica atellana per rendersi conto da vicino sull’effettivo stato della stessa”.

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