San Marcellino

Strage di Nassiriya, la scrittrice Parrillo a San Marcellino

SAN MARCELLINO. Era il 12 novembre di cinque anni fa quando un attacco terroristico in Iraq uccise 19 italiano, di cui 12 carabinieri, 5 militari e due civili.

Agrorinasce ha voluto ricordare quella tragedia con una storia emblematica, che molti già conoscono o forse ricordano appena: è la storia di Adele Parrillo, o almeno il suo epilogo tanto triste quanto assurdo che l’ha fatta diventare suo malgrado un emblema vivente della lotta per i Pacs.

Il suo compagno di vita, il regista e sceneggiatore Stefano Rolla, è morto nell’attentato di Nassiriya il 12 novembre 2003. Ma l’amore, per la legge italiana, non conta niente se non è sancito dal rituale del matrimonio. Così Adele si è trovata privata di qualsiasi diritto, “cancellata” dalla vita di Stefano. Colpita nel cuore e nella dignità ogni volta che qualche funzionario le diceva che il suo nome “non era nella lista”. Fino a quando, in una scena umanamente straziante e politicamente scandalosa, è stata trascinata via di forza dalla cerimonia di commemorazione della strage.

Giovedì 14 novembre a San Marcellino, presso il plesso Scalo in via Garibaldi i giovani del Forum Giovanile di S. Marcellino, i cittadini, i dirigenti di Agrorinasce con l’Amministratore Delegato Giovanni Allucci, il Sindaco di San Marcellino Pasquale Carbone, l’Assessore alla Pubblica Istruzione De Cristofaro incontreranno la scrittrice che presenterà nell’occasione il suo libro “Nemmeno il dolore”, edito da Mondadori.

Il libro è una storia d’amore, di guerra e di diritti, un manifesto civile scritto con la penna leggera ma acuminata di una donna innamorata. Il dolore e l’umiliazione del dolore negato si sublimano in pagine di una sorprendente forza poetica, che trascinano il loro potente messaggio, il valore dell’amore e della persona al di là di ogni formula giuridica, con un’intensità che sarà difficile ignorare.

‘Siamo onorati di avere con noi Adele Parrillo – dichiara Giovanni Allucci – ed a noi sembra giusto ricordare la sua storia e quella della morte di altri 18 nostri concittadini avvenuta cinque anni fa in Iraq. Ma la storia di Adele è una storia che ha toccato la sensibilità di tutti – e continua a farlo oggi-, a prescindere di chi crede o meno ai Pacs. La storia di Adele è una storia che invita a far riflettere tutti ed a trovare soluzioni per far sì che non succeda più in Italia quello che tutti hanno visto durante la cerimonia di commemorazione della strage’. Un motivo in più per essere in tanti all’incontro di venerdì 14 novembre.

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