Parete

Estorsioni, nove arresti contro clan Bidognetti

Raffaele BidognettiPARETE. Duro colpo sferrato al gruppo Bidognetti del clan dei Casalesi con nove ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone ritenute affiliate alla fazione capeggiata dal boss Francesco Bidognetti, alias “Cicciotto ‘e mezzanotte”, detenuto al 41bis. video

I carabinieri del reparto territoriale di Aversa, agli ordini del tenente colonnello Francesco Marra, del nucleo operativo e radiomobile coordinati dal tenente Domenico Forte e della stazione di Parete, guidati dal maresciallo Antonio Guadagnuolo, su ordinanza del gip del Tribunale di Napoli, richiesta dal procuratore della Dda Giovandomenico Lepore, hanno eseguito la scorsa notte i provvedimenti a carico di Raffaele Bidognetti (nella foto in alto), figlio del capoclan Francesco, anch’egli già detenuto, e di fidati seguaci operanti sui territori dei comuni di Parete e Lusciano, indagati per associazione a delinquere di tipo camorristico, estorsioni continuate e violenze private aggravate dal metodo mafioso.

Giovanni MolaClemente TesoneQuesti sono: Luigi Chianese, alias “Giggino ‘o Santo”, 42 anni, ritenuto il capozona di Parete per conto dei Casalesi, già detenuto in una precedente operazione; Raffaele Chianese, detto “O Mucione”, 46 anni di Parete, titolare di un’impresa edile, ritenuto il contabile del sodalizio nonché emissario dell’organizzazione per alcune vicende estorsive; Pasquale Cristofaro, detto “Tichet”, 35 anni, figlio del noto “Peppinuccio” di Lusciano, già ritenuto affiliato al clan col ruolo esecutivo nel settore delle estorsioni e transitato nel gruppo di Parete; Giovanni Cristofaro, detto “Capucchione”, 28 anni, anch’egli col ruolo esecutivo nel settore delle estorsioni e transitato nel gruppo di Parete; Gennaro Iolio, 34 anni, ritenuto emissario ed esecutore di numerose estorsioni; Giovanni Mola (nella foto a destra), detto “O Musicante”, 31 anni, ritenuto esecutore di estorsioni, luogotenente ed autista del capozona Luigi Chianese; Nicola Salviati, detto “O Capitano”, 35 anni di Parete, accusato di estorsione; Clemente Tesone (nella foto a sinistra), detto “Clemente quarchiola”, 41 anni di Parete, ritenuto esponente di primo piano del clan e deputato ai rapporti con i vertici dei Casalesi.

Raffaele Bidognetti è accusato, in particolare, di aver incaricato dal carcere i suoi uomini per avvicinare un imprenditore casertano, per farlo desistere a testimoniare in un processo in cui lo stesso Bidognetti è stato di recente condannato alla pena di 12 anni di reclusione.

Tra gli arrestati, inoltre, figurano alcuni soggetti inquadrati nel “gruppo di fuoco” capeggiato dal superlatitante Giuseppe Setola.

La gerarchia del clan di PareteL’operazione, che ha visto impegnati 70 militari del gruppo aversano, rappresenta il prosieguo dell’attività investigativa avviata nel novembre 2006 dai carabinieri di Parete e del gruppo di Aversa, che hanno voluto ricostruire il nuovo assetto della criminalità organizzata paretana, pienamente inserita nell’articolazione del clan dei Casalesi e riconducibile inizialmente al clan Bidognetti e successivamente ai due latitanti di recente catturati, Emilio di Caterino detto “Emiliotto” e Alessandro Cirillo detto “O Sergente”, entrambi esponenti del gruppo Setola, di cui il primo che ha deciso di collaborare con la giustizia. Durante le prime due fasi investigative, nel mese di ottobre 2007 e nel marzo 2008, quando ci furono numerosi arresti tra Parete e Lusciano, furono acclarate numerose estorsioni a danno di imprenditori, commercianti, artigiani e liberi professionisti della zona, compiute nel periodo tra maggio 2007 e marzo 2008, eseguite con richiesta diretta di denaro o con il cosiddetto “cambio di assegni”. In quella circostanza i magistrati della Dda emisero provvedimenti di fermo nei confronti di Luigi Chianese e di altri 12 soggetti e successivamente, il 14 marzo 2008, analogo decreto nei confronti di Enrico Verso e di altre 6 persone ritenute tutte il “cuore” dell’organizzazione criminale paretana.

Il video degli arresti

Nei mesi a seguire le indagini hanno consentito di raccogliere ulteriori elementi di accusa nei confronti di altri soggetti sia già detenuti che liberi e, in particolare, nei confronti di Raffaele Bidognetti per fatti commessi nell’arco temporale novembre 2007-febbraio 2008. Nello specifico è stato accertato che gli affiliati rimasti liberi sul territorio hanno continuato l’attività estorsiva, nel periodo antecedente e successivo delle festività natalizie, nei confronti degli stessi imprenditori, commercianti, autotrasportatori e artigiani di Parete il pagamento del “pizzo”.

L’organizzazione ha inoltre esercitato il controllo del territorio attraverso la repressione dei comportamenti che hanno messo in discussione “l’autorevolezza del gruppo”. Gli affiliati sono infatti intervenuti con violenze fisiche nei confronti di soggetti pregiudicati e non, rei di aver “offeso” propri affiliati, nonché con minacce verso imprenditori chiamati a deporre affinché ritrattassero o ridimensionassero le accuse rivolte ad altri gregari. Le vittime delle estorsioni e delle violenze private, chiamati dai carabinieri a rispondere dei danni subiti, hanno in gran parte collaborato alle indagini, fornendo significative accuse che hanno avvalorato il quadro probatorio già acquisito dalle investigazioni.

Luigi Chianese

Raffaele Chianese

Giovanni Cristofaro

Pasquale Cristofaro

Luigi Chianese

Raffaele Chianese

Giovanni Cristofaro

Pasquale Cristofaro

Giovanni Iolio

Giovanni Mola

Nicola Salviati

Clemente Tesone

Giovanni Iola

Giovanni Mola

Nicola Salviati

Clemente Tesone

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