Orta di Atella

Puzza, Falco (Verdi): “200mila cittadini tenuti in scacco”

Enzo FalcoORTA DI ATELLA. “Il Tar – afferma Enzo Falco, segretario provinciale dei Verdi di Caserta – deciderà il 22 gennaio sulla questione Eurocompost di Orta di Atella.

Nel frattempo i cittadini possono morire o se gli va bene dovranno continuare a sopportare puzze nauseabonde, vomiti, diarree. E come al solito i più penalizzati saranno i bambini”. Così non si può vivere! Chi abita a Orta di Atella, Succivo, Frattaminore, Caivano, Frattamaggiore, Grumo Nevano, ieri ci hanno telefonato anche da Arzano, non ha diritto di cittadinanza e deve mal sopportare questo attacco sconsiderato alla loro salute. Ovviamente chi non la sente la puzza non può credere alle scene che stiamo vedendo in questi giorni. La gente è esasperata e siamo molto preoccupati anche dal punto di vista dell’ordine pubblico. Chi non interverrà si assumerà la responsabilità anche per questo. Eppure sono decine e decine le sentenze che intervengono a tutela dei cittadini, anche in quei casi in cui, non essendoci dati scientifici di rilevamento delle sostanze inquinanti (a quando una rete di centraline?), risulta conclamato il fastidio, il malessere e i sintomi negativi di tali puzze. Così non si può andare avanti.

“I Verdi che con Enzo Russo di Orta di Atella sono – continua Falco – da tempo presenti in questa battaglia ritengono che non si possa aspettare gennaio e i tempi del Tar. Hanno già dato mandato ai propri avvocati per un esposto denuncia in sede penale e stanno attrezzando un ricorso in sede civile per la chiusura immediata di Eurocompost. Quello che non riescono a fare gli Enti Istituzionali, lo faranno direttamente i cittadini”. “Inizieremo con Eurocompost – conclude Falco – e continueremo con tutte quelle presenze che offendono i cittadini di questa macro area di Comuni a nord di Napoli e a sud di Caserta, dal Nolano- Valle di Suessola al Litorale Domitio, lungo i Regi Lagni, ammorbata da rifiuti, camorra e pseudo-imprenditori che non hanno rispetto nemmeno per se stessi e, in nome del dio-denaro, non riescono neppure a fare quegli adeguamenti ambientali per non causare disturbi e malessere diffuso. Questo non è e non potrà mai essere ‘sviluppo’; non può esistere uno sviluppo che non tenga conto della salute e del benessere dei nostri cittadini. In quest’area serve solo ed esclusivamente una bonifica completa, profonda, una messa in sicurezza ambientale di tutti gli impianti industriali presenti, una rete di centraline ad alta capacità percettiva, rilevatori su tutti i camini e uno studio epidemiologico serio che metta in nesso di casualità ed effetto fonti di inquinamento e salute pubblica”.

Sarebbe opportuno che tutte le forze politiche determinassero un tavolo istituzionale per realizzare quello che i cittadini si aspettano da anni. Per contatti con Falco: sviluppo sostenibile@interfree.it

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