Orta di Atella

Abusivismo, scattano i sigilli

OrtaORTA DI ATELLA. Otto appartamenti posti sotto sequestro perché in difformità con la normativa vigente nel settore edilizio. La nuova operazione del comando dei vigili urbani di Orta di Atella si è svolta ieri mattina in un cantiere di via Garibaldi.

I sigilli sono stati apposti agli alloggi quasi ultimati, realizzati su quattro piani. Della presenza dei lavori in corso, non c’era all’esterno alcuna traccia. Il proprietario del cantiere, infatti, aveva evitato di esporre la tabella contenente tutte le informazioni relative all’opera in costruzione, proprio per evitare fastidiosi controlli. Ma l’intenso lavoro di risanamento urbanistico avviato dalla commissione prefettizia, costituita dal prefetto Fulvio Rocco, dal viceprefetto Franco Provolo e dal direttore tecnico contabile Francesco Greco, insediatisi al Comune dopo lo scioglimento per infiltrazione camorristica, sembra non risparmiare nessuno. E così, secondo il principio di «legge uguale per tutti», il territorio di Orta di Atella viene frequentemente setacciato in lungo e in largo per rilevare eventuali illegittimità e ripristinare la legalità. Il fenomeno dello scempio edilizio perpetrato negli anni a Orta di Atella, dopo cinque mesi di commissariamento, continua a tenere banco. E un duro colpo alle strutture realizzate in totale dissonanza con i criteri normativi è già stato inferto. Rilevante, nella storia più recente, il sequestro di due immobili del valore di cinque milioni di euro in via Canapa e di ben 50 appartamenti (per 48 mila metri cubi e 4000 metri quadrati di superficie coperta in totale) lungo la strada provinciale Orta di Atella- Marcianise. La situazione edilizia di Orta resta tuttavia ancora profondamente delicata. Gli standard urbanistici non sono rispettati in nessuna zona di espansione. Le aree C, proprio quelle dove il piano regolatore generale consente di costruire, sono ormai sature, nuove ma già degradate. E così la smania di realizzare nuove abitazioni ha finito per prendere di mira anche la zona D, destinata sì ad attività di sviluppo, ma invece declassata a luogo «del progresso insostenibile». I commissari intanto lo hanno annunciato e ribadito: non si fermeranno fino a quando non sarà restituito agli ortesi un territorio urbanisticamente dignitoso.

Il Mattino (ALESSANDRA TOMMASINO)

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