Italia

E’ morto Sandro Curzi, la grande penna della sinistra

Sandro Curzi. ROMA. E’ morto all’alba di stamani, all’età di 78 anni, il politico e giornalista Sandro Curzi. Storico militante del Partito comunista e poi di Rifondazione, è stato direttore del Tg3 dal 1987 al 1993 e direttore del quotidiano “Liberazione”.

Attualmente era consigliere di amministrazione della Rai. Alessandro Curzi, detto Sandro, era nato a Roma il 4 marzo 1930.

Già a 13 anni, frequentando il ginnasio “Tasso”, entrò in contatto con i gruppi di resistenza antifascista. Il suo primo articolo fu sull’unità clandestina, nel quale raccontava l’assassini di uno studente da parte di fascisti. Nonostante a minore età gli venne concessa la tessera del Pci. A 17 anni iniziò a lavorare per il settimanale social-comunista “Pattuglia” e poi per il quotidiano “La Repubblica d’Italia”. Due anni dopo fu tra i fondatori della Federazione giovanile comunista italiana, di cui venne eletto segretario Enrico Berlinguer, diventando anche caporedattore del mensile del movimento.

Nel 1954 sposò la giornalista e “compagna” Bruna Bellonzi, la loro figlia Candida sarebbe poi diventata anch’essa giornalista. Nel 1957 fondò il settimanale “Nuova Generazione”, nel 1959 passò a L’Unità, quotidiano del Pci, di cui diventa direttore responsabile nel 1964. Dal 1967 al 1975 fu vicedirettore di Paese Sera, che ebbe un grande ruolo nella rivolta giovanile del ’68.

Nel 1975 entrò alla Rai, nella redazione del Gr1, fino a dirigere il Tg3 dall’87 al ’93, anno in cui, dopo contrasti con il cda Rai, si dimise e divenne direttore del tg di Telemontecarlo (poi divenuta La7). Nel 1994 pubblicò “Il compagno scomodo” (Mondadori). Dopo un’esperienza di editorialista quotidiano all’interno del “Maurizio Costanzo Show”, nel 1996 condusse le quattordici puntate del programma “I grandi processi” su Rai Uno.

Nel 1997, in polemica con la scelta del Pds di candidare Antonio Di Pietro, si candidò in una lista di sinistra, “Unità socialista”, ottenendo il 14%. Dal 1998 al 2005 è stato direttore di “Liberazione”, organo ufficiale di Rifondazione Comunista. Eletto componente del cda Rai, per tre mesi fu anche presidente della tv di Stato, in qualità di consigliere anziano, prima di lasciare il posto a Claudio Petruccioli.

Il 16 luglio scorso si astenne a sorpresa sulla mozione d licenziamento del direttore di Raifiction, Agostino Saccà, coinvolto nel caso delle intercettazioni telefoniche con Silvio Berlusconi nel periodo in cui quest’ultimo era all’opposizione parlamentare.

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