Italia

Azione Giovani attacca Picierno: “Si dimetta, offende Caserta”

Pina PiciernoCASERTA. “La grama figura collezionata dalla dottoressa Picierno negli studi di Porta a Porta testimonia il grado di evanescenza e di impreparazione di un plotone di miracolati …

… che, senza alcuna esperienza amministrativa, si è ritrovato, in barba alla tanto decantata ma vilipesa meritocrazia, a rappresentare indegnamente il popolo italiano in Parlamento”.

Lo afferma il presidente provinciale di Azione Giovani, Dario Mattucci, dopo la partecipazione del ministro ombra del Pd, Pina Picierno, alla trasmissione ‘Porta a Porta’ di Bruno Vespa, dove tra l’altro si è consumato un battibecco tra la giovane veltroniana e l’onorevole Alessandra Mussolini.

Picierno e Mussolini a ‘Porta a Porta’

“Chiunque abbia la minima conoscenza del territori

o – continua Mattucci – si sarebbe guardato bene dall’affermare, dinanzi a milioni di persone, un’assurdità come quella asserita, con tono anche convintamente professorale, dal ‘ministro penombra’ della gioventù; sostenere che vi sia una sola volante della polizia che quotidianamente deve operare per l’intera provincia di Caserta, significa non avere la benché minima conoscenza della strutturazione, degli organici e dell’attività delle forze dell’ordine su quel territorio che la dottoressa Picierno dovrebbe rappresentare alla Camera dei Deputati e, peggio ancora, in un presunto governo ombra. Non bastano, evidentemente, i tanti mali di una provincia spesso agli onori della cronaca per fatti delittuosi o inefficienze varie; a queste si deve aggiungere anche una rappresentanza istituzionale fatta di parlamentari che abbisognano di bigliettini e ventriloqui per esprimere un concetto, per lo più sbagliato. Tutto questo offende le Istituzioni, offende un intero territorio e la sua gente, offende la credibilità dei partiti e della politica a cui dovrebbe essere demandato il ruolo selettivo della classe dirigente. La dottoressa Picierno, – conclude Mattucci – a cui sono bastati pochi mesi per dare sovente prova di una palese inadeguatezza, dovrebbe sentire il dovere morale di dimettersi per restituire dignità ad un ruolo e ad una funzione incomprensibilmente acquisiti”.

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