Italia

19 novembre 1969, anni di piombo: ucciso Antonio Annarumma

Antonio Annarumma Accadde Oggi. Antonio Annarumma nasce a Monteforte Irpino, in provincia di Avellino, nel 1948, ha solo 21 anni quando la mattina del 19 novembre del 1969 si ritrova, da autista del III Celere, a seguire una delle tre manifestazioni in scena a Milano in quel triste autunno.

Sfilano in varie parti della città tre cortei, quello dei marxisitsi-leninisti, uno degli studenti ed un terzo degli anarchici. Annarumma sta svolgendo il suo lavoro di scorta in coda al corteo marxista-leninista. Il corteo passa per il Teatro Lirico, qui è appena finita una riunione dei sindacati e un gruppo di persone che escono dal teatro, viene investito da una delle camionette della Polizia. E’ l’inizio di una tremenda serie di scontri che dureranno almeno tre ore. Ad aprire le ostilità, così come accertato dalla Magistratura è la Polizia, che pur di sgombrare i manifestanti lancia lacrimogeni, nelle vicinanze c’è un cantiere di lavoro aperto, i manifestanti prendono dei tubolari e li lanciano addosso ai poliziotti. Antonio Annarumma viene colpito da uno di questi tubi, che gli sfonda letteralmente il cranio, penetrando fino a metà della scatola cranica, perde il controllo dell’automezzo e si scontra con un altro mezzo della Polizia, muore praticamente sul colpo. Nel corso del processo si parla anche di una serie di fotografie, scattate da un giornalista straniero, sparite nel nulla, con le quali pare fosse invece evidente che Annarumma, dopo essersi scontrato con il suo mezzo, fosse stato colpitoda una parte di una camionetta della Polizia al cranio. Il processo si chiuderà senza colpevoli, a rafforzare questa ipotesi il fatto che i diametri di entrata fossero minori di quelli dei tubolari usati per i lanci. Sono iniziati quelli che oggi conosciamo come “anni di piombo”. Ai funerali del giovane e sfortunato poliziotto si presenta l’allora capo del movimento studentesco, Mario Capanna, per dimostrare che quel movimento non ha nulla a che vedere con i fatti accaduti, viene quasi linciato dai colleghi di Annarumma, a metterlo in salvo è il commissario Luigi Calabresi.

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