Caserta

Truffa, arrestato imprenditore e sequestrati immobili

Guardia di FinanzaCASERTA. I finanzieri della Compagnia di Caserta, a seguito di indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, hanno eseguito, nei confronti di un imprenditore locale, un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari disposta dal Tribunale Sammaritano unitamente al sequestro di numerosi beni immobili.

Le indagini, che hanno preso avvio dalle risultanze di una più ordinaria attività di controllo amministrativo, hanno infatti consentito di ricostruire gli articolati meccanismi contabili e finanziari tracciati, in particolare dal citato imprenditore, al fine di godere indebitamente di svariati finanziamenti pubblici di considerevole entità a valere sui fondi della Legge 488/1992, normativa regolante, appunto, l’erogazione di fondi destinati ad agevolare la realizzazione di insediamenti produttivi nelle aree svantaggiate quali la Regione Campania.

L’attenzione degli inquirenti, nello specifico, è stata richiamata dall’esame della copiosa documentazione bancaria acquisita, da cui è emersa un’anomala movimentazione dei rapporti di conto corrente intestati alle tre società oggetto di indagine e ai suoi soci o amministratori, tutti appartenenti allo stesso nucleo familiare: centinaia di migliaia di euro venivano infatti, anche giornalmente, movimentati, anche per contanti; nel contempo, era emerso, inoltre, che gli stessi soggetti, non avevano quasi mai completato le opere in ragione della cui realizzazione erano stati ammessi a godere di molteplici finanziamenti statali o regionali. L’approfondimento delle indagini, quindi, ha permesso di comprendere le ragioni di tali anomalie, essendo stato riscontrato come le stesse fossero connesse alla necessità di giustificare, quantomeno “cartolarmente”, il rispetto delle prescrizioni legislative e contabili cui è subordinata la percezione dei contributi della specie.

In particolare, l’esame delle singole operazioni bancarie, delle modalità e degli orari con cui le stesse sono risultate effettuate, hanno evidenziato l’esistenza di fittizi aumenti del capitale sociale, così come la predisposizione di documentazione contabile volta a giustificare l’entrata e l’uscita del denaro dai diversi conti corrente, anche con i conseguenti, indubbi, riflessi fiscali di tali operazioni. E’ emersa, inoltre, la produzione di false perizie destinate ad attestare il possesso dei requisiti soggettivi necessari per essere ammessi al finanziamento.

Alla luce di tali risultanze, l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto i quattro soggetti coinvolti, nonché le due persone giuridiche da essi rappresentate responsabili del reato di “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche”, fattispecie in relazione alla quale è possibile procedere al sequestro, e dunque alla confisca, di beni per un valore “equivalente” all’illecito profitto conseguito e quindi al corrispondente danno cagionato all’Erario. Pertanto, dopo aver esperito accurati accertamenti patrimoniali, è stato altresì disposto il sequestro di 14 immobili e 3 terreni.

L’operazione di servizio condotta testimonia ulteriormente il ruolo di polizia economico-finanziaria svolto dal Corpo a tutela degli interessi finanziari dei pubblici bilanci, del mercato e dei leali operatori del settore.

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