Caserta

Ptr, Stellato: “Aiuterà i comuni a rendersi autonomi”

Giuseppe StellatoCASERTA. Il Consiglio Regionale della Campania, nell’ambito del tour campano, nelle cinque province, per presentare alle comunità locali il Piano territoriale regionale (Ptr) …

… la legge regionale che fissa le ‘regole del governo del territorio’ approvata dall’Assemblea legislativa campana il 16 settembre scorso – è approdato ieri lunedì 10 novembre a Caserta. Presso il Grand Hotel Vanvitelli, la presidente Sandra Lonardo, il presidente della IV Commissione Consiliare Permanente, Pasquale Sommese, l’Assessore regionale all’Urbanistica, Gabriella Cundari, insieme con i Consiglieri regionali eletti nelle cinque province e i Capigruppo consiliari, hanno incontrato i sindaci, gli amministratori locali, i responsabili della tutela ambientale, i rappresentanti del sindacato, delle categorie produttive, degli ordini professionali e tutti i cittadini interessati. Presente anche il Consigliere regionale Giuseppe Stellato, in qualità di vice presidente della IV Commissione.

Numerosi gli interventi a sostegno dell’enunciazione del piano territoriale, come questo dovrebbe svilupparsi, gli aspetti della sua natura innovativa; qualche piccolo dissenso che ha già trovato nell’interlocutorietà dei possibili correttivi: “Il Piano Territoriale Regionale – spiega il Consigliere Stellato – è un strumento decisamente fondamentale per il territorio. Il suo nuovo modo di programmare l’urbanistica, consentirà uno sviluppo armonico dell’intera regione Campania. Vengono finalmente attuati i Puc, i Piani di Urbanizzazione Comunale, strumenti che verranno applicati direttamente dai comuni, con un margine di manovrabilità estesissimo. Unica difficoltà al momento riscontrata riguarda la Vas, la Valutazione Ambientale Strategica, utile a verificare la valutazione d’impatto ambientale sul territorio, da attuare prima della stesura dei Puc. Così come rilevato dal Vincenzo Cenname, Sindaco di Camigliano, il costo di questa operazione non può essere a carico dei piccoli comuni – si tratterebbe di una spesa che si aggira intorno ai 30, 40mila euro – i piccoli comuni, sembrerebbe, resterebbero così emarginati. Tutti i presenti hanno riscontrato la verità di tale riflessione. Una proposta funzionale sarebbe però quella di demandare la Vas direttamente all’ente Provincia, così da svincolare i piccoli comuni da tale impegno gravoso. Insomma, vi sono possibilità di alternative per consentire ai comuni di attuare i Puc in piena libertà ed ottenere il meglio da questo strumento. Voglio ancora ribadire che il Ptr è uno strumento che stravolge quelli che sono gli equilibri per l’approvazione dei piani urbanistici dei comuni; la programmazione viene fatta finalmente dai territori, i quali confluiscono nei piani provinciali e ancora in quelli regionali, il tutto mosso da un concetto di coopianificazione, una programmazione che va dal basso verso l’alto. Il Comune conosce i propri limiti e le proprie problematiche, l’agire con un’assenza di vincoli ma anche attraverso una maggiore responsabilizzazione diventa un banco di prova per gli amministratori locali, una grossa opportunità, anche dal punto di vista della gestione economica. Un’impostazione positiva vista anche in un’ottica di piramide rovesciata, dove il centro diventa il comune, così come a suo tempo fu esplicato da Aldo Moro, nell’estendere il concetto di democratizzazione, di sussidiarietà orizzontale”.

Altra proposta, molto apprezzata anche dall’assessore Cundari è stata quella di una filiera istituzionale che funzioni e che dia supporto ai comuni per lo sviluppo dei Puc, composta dai vari livelli istituzionali. Il Consigliere Stellato ha suggerito a tal proposito una formazione ed una informazione costanti, ritenendo estremamente interessante l’idea dell’Assessore di implementare il sito della Regione e di attivare seminari da tenersi di volta in volta sui vari territori.

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