Casaluce

Pecore al pascolo nel cortile della scuola materna

pecoreCASALUCE. Muniti di fotocamera, i genitori ispezionano gli spazi destinati all’istruzione dei propri figli. Accade a Casaluce: lo fanno con cadenza settimanale per monitorare le condizioni strutturali degli edifici scolastici, per denunciare le irregolarità e chiedere provvedimenti a tutela degli allievi.

La protesta promossa dal movimento civico “Gruppo salvaguardia casalucese” riscuote sempre più adesioni. Il dito è puntato contro il degrado in cui versano gli edifici scolastici, dalle pecore che pascolano nel cortile della materna, ai vetri e ai lampioni rotti della elementare, dall’immondizia nelle aree esterne ai cantieri non in sicurezza. I rischi per l’incolumità dei bambini sono elevati, tanto che più volte la direzione didattica è stata costretta a richiedere interventi da parte della commissione prefettizia. «Con lettere e con richieste verbali – spiega Luigi Iovino del Gruppo salvaguardia casalucese – abbiamo sollecitato l’attuazione di soluzioni in grado di tutelare i nostri bambini, ma, a parte promesse, non abbiamo visto riscontri». E in effetti, la scuola materna, che si trova a pochi metri dal municipio, sebbene di nuova costruzione, non garantisce, tra fango e anche qualche ratto, condizioni igieniche adeguate; il plesso scolastico Marconi invece è stato sottoposto a un intervento di ristrutturazione, ma la fine dei lavori, sebbene annunciata, sembra ancora lontana. E nel frattempo, con il cantiere aperto e una scarsa attenzione al fatto che il luogo è frequentato da bambini, la preoccupazione dei genitori aumenta. I commissari prefettizi annunciano tuttavia che «a breve sarà consegnata agli allievi la scuola Marconi, rimessa a nuovo, moderna e funzionale». E da Aversa il sindaco Ciaramella dice: «Le nostre scuole sono sicure, almeno quelle di competenza comunale. Per le scuole superiori, di competenza della Provincia, ho più volte sollecitato l’ente preposto perché sia sempre data la massima sicurezza sull’efficienza degli edifici».

da “Il Mattino”, 25.11.08 (di Alessandra Tommasino)

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