Campania

Beni confiscati, Acli Terra critica Picierno e Magliocca

Gaetano MannaPIGNATARO MAGGIORE. L’Associazione “Acli Terra Campania per Legalità”, presieduta da Gaetano Manna, e l’Acli Terra di Benevento, coordinata dal Commissario Pasquale Orlando, …

… a seguito dell’interrogazione parlamentare del Partito Democratico, presentata dall’onorevole Pina Picierno ed altri, indirizzata ai Ministri dell’Interno e dell’Economia, e delle successive illazioni del sindaco di Pignataro Maggiore, Giorgio Magliocca, sono intervenute dichiarando la propria indignazione per l’ennesima intimidazione politica, nei confronti di un attivo operatore nel riuso dei Beni Confiscati alla criminalità organizzata.

“L’onorevole Picierno e company, prima di fare illazioni, supposizioni e dietrologie, avrebbero almeno avuto la pazienza di documentarsi sulla questione dei beni confiscati alla ‘camorra’ ed affidati sia alle Acli che ad altri soggetti che operano da anni sul territorio comunale di Pignataro Maggiore. A prova di ciò ci sono decine di faldoni, che sono in possesso dei Comuni, della Prefettura, delle Forze dell’Ordine, della Direzione Distrettuale Antimafia, ecc… e che potevano essere trasmesse delle Acli anche al Partito Democratico che in tale occasione si è reso protagonista di una clamorosa gaffe che ha avuto come principale interprete l’onorevole Picierno.

Pina Picierno Innanzitutto, questi del Pd devono sapere che i beni confiscati di cui si fa riferimento nell’interrogazione parlamentare non sono affidati alle Acli, ma sia le ‘Cento Moggia’ che la Villa Bunker di Ligato, sono nelle mani del Consorzio di Cooperative Sociali ‘Icaro’, e non hanno mai avuto niente a che vedere con le Acli. In merito alle stranezze rilevate dal Pd su tale gestione, a nostro avviso, potranno essere più chiari quelli dell’Associazione ‘Libera’ ed il Comune di Pignataro Maggiore che operano a braccetto con le Cooperative di Icaro.

La Picierno, infatti, ha azzeccato una sola cosa, ovvero quelle che a nostro avviso sono le continue illazioni del sindaco Magliocca, il quale, nella sua continua battaglia ad ostacolare le attività di riuso dei beni confiscati affidati alle Acli, per anni ha insinuato che tali beni, potessero tornare nelle mani dei camorristi, perché il presidente Manna non era una persona pulita, supposizioni smentite con i vari documenti della Prefettura e dai certificati penali ‘puliti’ esposti dal Manna fuori ai Bar di Pignataro. Le Acli, infatti, sotto la presidenza di Manna, gestiscono i beni confiscati alla criminalità organizzata, non solo sul territorio comunale di Pignataro Maggiore, ma anche in altri centri della Regione Campania, e pure a Teano, cittadina d’origine dell’onorevole Picierno, la quale si è dimostrata impreparata anche sui fatti della propria Città. Non è al corrente dei progetti realizzati dallo zio-sindaco in collaborazione con l’Acli Terra Campania per la Legalità, ed in particolare della costruzione dell’isola ecologica e del campo di calcio in Pugliano, entrambe le opere cofinanziate dai Pon Sicurezza e dai fondi delle Acli, senza che il Comune di Teano, cacciasse un solo euro per la realizzazione delle due opere pubbliche.

Per tali motivi, infatti, le Acli, hanno dato mandato ai propri avvocati di avviare una serie di azioni legali nei confronti dei parlamentati interroganti e del Sindaco Magliocca, in merito alle rispettive dichiarazioni”.

Giorgio MaglioccaIn particolare, Manna, ha dichiarato: “Tali illazioni sono false e destituite di ogni fondamento, ed anzi, possono essere pregiudizievoli nel tortuoso percorso di rivalsa che lo Stato sta attuando nei confronti delle camorra in questi ultimi mesi. Io, in prima persona, già nel lontano 2004, nonostante il Magliocca insinuasse che ero un ‘camorrista’ ho denunciato diversi esponenti del Clan Nuvoletta di Marano, che sebbene gli erano stati confiscati i beni, continuavano ad usufruire dei contributi agricoli delle loro ex proprietà. Ed ancora, nel luglio scorso, il sottoscritto, decise di collaborare, ancora una volta, con la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, ed in particolare con il Pubblico Ministero Conzo e con i Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta, perché era assurdo che la camorra chiedesse alle Acli il pizzo sui beni che gli erano stati confiscati.

Non Giorgio Magliocca neppure l’onorevole Picierno hanno collaborato con la magistratura al fine di fare arrestare gli esponenti del Clan Nuvoletta che minacciavo di impedire la lavorazione delle colture e che in più occasioni allontanavano con violenza i braccianti agricoli. La nostra condotta, nella gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata è ineccepibile e lineare, e chiunque può verificare di persona il nostro operato, rigorosamente documentato ed apprezzato dalle Alte cariche dello Stato. Chi lavora con le Acli ha il certificato penale pulito e deve esibire il certificato antimafia. Il nostro motto è quello della rivalsa dello stato sulla criminalità organizzata e non riusciamo a comprendere il comportamento di certa politica che per ragioni di disputa nei palazzi delle Istituzioni, incessantemente riempie pagine di giornali con false illazioni, infischiandosene delle persone che lavorano sui beni confiscati e che giorno dopo giorno vivono con la paura di atti criminali nei loro confronti.

Ancora una volta ribadiamo la nostra disponibilità a qualsiasi incontro con tutti gli organi politici-istituzionali competenti in materia per chiarire in modo definitivo le problematiche dei beni confiscati a Pignataro Maggiore”.

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