Aversa

“Storie di ordinaria follia” alla Maddalena

Complesso AVERSA. Il Convegno “Tra passato e presente: archivi della
follia e salute mentale. I manicomi e la città di Aversa”, sapientemente messo
in scena dal Centro Ricerche e Studi sulla Psichiatria e le Scienze Sociali di
Aversa, …

dopo il suo girovagare tra i manicomi aversani, il “Saporito”, forse
più noto come Opg e la ormai ex “Maddalena”, ha avuto un suo momento di
riflessione nell’aula magna dell’Asl Ce2 di via S.Lucia. Nel corso degli
interventi, che hanno visto le relazioni di svariati studiosi della materia,
una parte importante ci sembra quella svolta dal dottor Crescenzo De Chiara, ex medico proprio della Maddalena, in
servizio, come da lui stesso dichiarato, dal 1962 al 1988. Il dottor De Chiara
ha riportato alla luce alcune aneddoti, in parte da noi poi rielaborati alla
luce delle note storiche ritrovate, che
ci sembra giusto riproporre ai lettori di Pupia per la loro particolarità.

Il teatro dei Matti – il 6 marzo del
1863, presso il Real Teatro del Fondo, di Napoli, oggi Teatro Mercadante in
Piazza Municipio, si tenne l’opera teatrale “Il cittadino di Gand”, si trattava
di una serata a beneficio dei “danneggiati dal brigantaggio”, problematica
molto sentita all’epoca nel Regno. Attori dell’opera gli alienati del
R.Morotrofio di Aversa, quattro atti,ai quali era presente nientemeno che
Alessandro Dumas. Direttore della compagnia il direttore del manicomio
l’indimenticato professor Miraglia. Il Dumas così esordiva in una lettera
inviata al suo amico dottor Castle “Permettetevi d’informarvi, d’uno
spettacolo, fra i più straordinari ch’io m’abbia visti, anzi, posso dire, che
siensi mai visti: una rappresentazione drammatica eseguita da pazzi!”. Un
momento particolare lo merita uno degli attori, quel Felice Persio, che interpreta don Giovanni, Conte di Vargas e
segretario del Duca. Il Persio deve svolgere due ruoli, prima recitare ne “Il
cittadino di Gand”, dove cadeva morto per un colpo di spada infertogli come da
copione. Doveva quindi, subito dopo, esibirsi nella scena delle “Ultime ore del
Tasso”, dove con un soliloquio anche qui doveva interpretare la morte, stavolta
di Torquato Tasso. Qui il Dumas sembra divertirsi un mondo, allorquando scrive
all’amico di quanto proprio il Persio rispose al direttore di scena, che dopo
la prima parte del lavoro teatrale, ad alta voce invitava l’attore entro cinque
minuti a salire nuovamente sul palco. “Ma come volete che torni in scena in
cinque minuti, se cinque minuti fa sono morto da dieci!”. E continuò “…solo a
Gesù Cristo fu possibile risuscitare dopo tre giorni…”.Toccò all’amico folle
Cagniozzi, annunciare agli spettatori che il Persio era indisposto per morte
“teatrale” e non poteva continuare la “recitazione”. Ne venne fuori un applauso
che il Dumas, poi recatosi in visita per diverse volte al Manicomio di Aversa,
non dimenticherà mai.

Le mucche
elettriche
– Altro simpatico aneddoto narrato sempre dal dottor De Chiara
riguarda le sperimentazioni fatte alla Maddalena sull’elettroshok. Tra le varie
“prove” c’era quella che veniva fatta con strumenti alquanto rudimentali sulle
mucche che stazionavano presso la vaccheria interna all’Ospedale Psichiatrico.
Due semicerchi in ferro, posti sulle mucche, venivano attraversati da corrente
elettrica , le mucche venivano precedentemente trattate con dei barbiturici,
inutile raccontare come andava a finire. In fase successiva si prelevava dalle
stesse mucche liquido cefalo-rachidiano, che veniva poi iniettato ai pazienti,
per vedere l’effetto farmacologico del preparato sugli stati di agitazione dei
malati.

Il fratello di Donizetti e le
differenze sessuali
– la chiacchierata del dottor De Chiara
porta a conoscenza l’uditorio anche del fatto sconosciuto ai più del ricovero
presso la Maddalena del fratello del celebre musicista Gaetano Donizetti,
affetto da malattia mentale. Ma suscita forte ilarità la domanda che si pone e
che rigira all’uditorio del perché, per una sorta di vera e propria discriminazione sessuale, pazienti con le
stesse patologie fossero a seconda del sesso distinti in “semi-agitate” per il
sesso femminile e in “semi-tranquilli” per quello maschile.

Storie di
“ordinaria follia” a margine di un Convegno che ancora una volta ha voluto
porre l’attenzione sulla malattia mentale, sulla sua storia, ma anche sul suo
futuro e sulla necessità di mantenere viva la memoria su quei brandelli che
hanno fatto parte del nostro passato e che è giusto ricordare per ripiegarsi
sul futuro.

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