Aversa

Abusivi, ausiliari, vigili e “guaglioni”

 AVERSA. “E la musica non cambia!”. Esordisce così un cittadino aversano che, in una mail inviata in redazione, affronta l’annoso problema dei parcheggiatori abusivi in città.

“Come tutti gli anni, – scrive – in questo periodo aumentano gli abusivismi di tutti i generi, tra i più fastidiosi c’è il fenomeno dei parcheggiatori abusivi, cosa già alquanto presente nelle nostre città, che si contendono le aree con ‘quelli’ autorizzati. Il paesaggio che si mostra è: auto parcheggiate ovunque, i più gettonati sono proprio i marciapiedi, per non parlare poi dell’altro fenomeno, l’accattonaggio, di chi senza preoccuparsi del valore di certe frasi (‘frisch all’anim rè muort tuoje) infastidisce tutti coloro che si apprestano a portare un omaggio floreale e il saluto al caro estinto. A questo punto la domanda sorge spontanea: e le istituzioni? Le autorità che dovrebbero far rispettare le regole? Dove sono? Cari concittadini, ve lo dico io. Non immaginavo di essere protagonista di una scena alquanto singolare, ridicola e grottesca. Mi trovavo nei pressi del cimitero di Aversa e, dopo aver parcheggiato l’auto in un’area assente di qualsiasi striscia, venivo avvicinato da un ausiliare del traffico, che sosteneva che dovevo acquistare il biglietto prepagato per parcheggio, il cosiddetto grattino. ‘Signora, mi scusi, ma non vedo nessuna striscia blu. Perché mi chiede di pagare?’. La signora non ne vuole sapere e mi dice che se non pago avrebbe chiamato gli agenti della polizia municipale, ed io la invito a chiamarli. Detto fatto. Si avvicina un vigile e, con modi alquanto bizzarri, mi fa “Uaglione, perché nun bbuò pavà?’. ‘Agente, mi scusi, – rispondo – perché dovrei pagare il parcheggio in un’area sprovvista di strisce blu?’. Mi risponde: ‘Uagliò, nun bbuò pavà ed ie te faccio a multa!’. A quel punto, non sapendo più cosa fare, per capire l’illogico momento colgo l’occasione e mi presento, e chiedo al vigile di dirmi il suo nome e la sua matricola per poi segnalare il tutto agli organi competenti. Lui mi guarda e tace. Poi, non sapendo che dire, mi invita a parcheggiare e mi rassicura dicendomi che non dovevo più pagare. Sconcerto totale. Morale della favola: di chi dobbiamo fidarci?”.

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