Teverola

Appia, strada di autovelox e sesso

 TEVEROLA. Se ti capita, specie durante il pomeriggio, di transitare lungo la Strada Statale 7bis, l’Appia che da Santa Maria Capua Vetere porta a Teverola, tra gli insediamenti del Supermercato Md e l’Iperfamila/Bingo, …

… trovi la presenza, spesso e volentieri, dei Vigili Urbani del Comune di Teverola a fare i bravi rilievi di velocità con un autovelox fisso a terra, ben segnalato in entrata da apposita segnaletica, che di certo non rende facile la vita ai tanti automobilisti, troppo spesso non avvezzi a dare un’occhiata al contachilometri.

La zona è a limite dei 50 chilometri orari, anche se all’ingresso dell’arteria addirittura c’è un segnale che indica quale velocità massima quella dei 10 chilometri orari, ci si trova su di uno svincolo particolarmente trafficato e di una certa pericolosità, in tenimento del Comune di Teverola, quindi meglio usare massima prudenza e perché no fare un poco di soldini per le sempre aride casse del Comune.

Ma il fatto rilevante e certamente di colore è che immediatamente prima dell’autovelox e delle macchine della Polizia Municipale e dei vigili schierati, ed immediatamente dopo, stazionano, praticamente con orari molto prolungati, delle professioniste del sesso, in entrata di origini est Europa, in uscita, di origini certamente africane. Molto spesso, più che la segnalazione della presenza di autovelox sono proprio queste “signorine” a rallentare il procedere spedito dei veicoli.

Di certo è alquanto pittoresco questo quadretto molto particolare, dove la legalità è chiusa a sandwich tra chiare espressioni di illegalità collegate alla prostituzione. Un irreale, nell’irreale. Talvolta sull’asse viario, negli stessi luoghi occupati dai vigili urbani ci sono anche auto della Polizia e dei Carabinieri, lo scenario non cambia, giusto per dare un segnale vero di degrado, senza mezze misure di quanto siamo costretti a verificare quotidianamente.

Sinceramente non sappiamo se l’autovelox serva anche a misurare la velocità delle prestazioni sessuali offerte, ma di certo crediamo che se di legalità si deve parlare, allora cerchiamo di farlo a pieni polmoni e non con “teatrini dell’assurdo” di questo genere.

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