Orta di Atella

Mazzette al Comune, inizia il processo Brancaccio

Angelo BrancaccioORTA DI ATELLA. Venti giorni di detenzione in carcere e poco più di due mesi ai domiciliari. Angelo Brancaccio, ex sindaco di Orta di Atella, dopo la vicenda giudiziaria scoppiata che lo vide agli arresti, comparirà domani davanti al gup del tribunale di Santa Maria Capua Vetere …

… per la prima udienza del procedimento penale dove è indagato insieme ad altre 14 persone. Estorsione, peculato e corruzione le accuse contestate nell’ambito di una inchiesta avviata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere su alcune speculazioni edilizie a Orta di Atella. Accuse che la Procura ha riproposto (insieme a quella di induzione alla prostituzione, caduta davanti al Tribunale del Riesame) per la richiesta di rinvio a giudizio formulata a conclusione delle indagini preliminari.

La vicenda giudiziaria aveva preso le mosse da un accertamento sollecitato dai carabinieri di Sant’Arpino, nell’ottobre del 2005, sulla legittimità del permesso a costruire, rilasciato a tale Antonio Ziello, dall’Ufficio tecnico comunale di Orta. In quella circostanza, i tecnici comunali avrebbero assunto un atteggiamento sospettoso tanto da indurre gli investigatori ad approfondire la nascita dello Sportello Unico per l’edilizia di Orta. Per diverso tempo, qualcuno avrebbe cercato di impedire l’identificazione del tecnico comunale che aveva autorizzato i lavori: la sua firma, infatti, si trovava su un foglio (diventato fantasma) allegato alla copia della variante giudicata dal consulente tecnico della Procura illegittima, così come la concessione. Di qui le indagini e anche le intercettazioni che, come rivoli, portarono all’acquisizione di altri retroscena e all’esistenza di un contatto in Procura tra Brancaccio e almeno due talpe.

L’indagine, documentata anche dalla denuncia del costruttore Francesco Antonio Del Prete, assorbe qualche stralcio di un’inchiesta della Dda. Del Prete era stato minacciato e picchiato – racconta l’inchiesta – perché doveva farsi da parte e far costruire all’imprenditore Antonio D’Ambra. Si parla di una lottizzazione di cento appartamenti che doveva realizzare l’impresa di Felice Pagano il quale, parlando a telefono, afferma che «24 sarebbero stati riservati ai politici». Tra le accuse contestate a Brancaccio anche quella di peculato per aver utilizzato fino a giugno del 2006, data di fatturazione dell’ultima bolletta, un cellulare intestato al Comune di Orta. Era consigliere regionale già da un anno, era rimasto in carica per altri sei mesi lasciando il testimone a Salvatore Del Prete il 12 ottobre del 2005. Nell’interrogatorio di garanzia, Brancaccio aveva spiegato che gli oltre cinquemila euro di telefonate era stata in parte ristornate all’amministrazione. Un secondo arresto per corruzione era scattato a carico di Brancaccio quando il Tribunale del Riesame aveva deciso la libertà per la prima ordinanza. Poi, a scarcerarlo, sarà lo stesso gip.

Con Brancaccio si trovano sotto processo Nicola Cantone, Nicola Iovinella, Nicola Arena, Antonio D’Addio, Elpidio d’Ambra, Antonio D’Ambra, Rosa Improta, Salvatore Sorvillo, Salvatore Del Prete, Giuliano Limatola, Antonella Patricelli, Giuseppe Iannini, Felice Pagano e Salvatore Ragozzino. Corposa la difesa rappresentata dagli avvocati Michelangelo Basile, Vittorio Giaquinto, Gennaro Iannotti, Mauro Iodice e Maurizio Abbate.

da “Il Mattino”, 22.10.08 (di Biagio Salvati)

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