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Maia, dipendenti in sciopero

Gli operai Maia in scioperoMARCIANISE. Si è svolto ieri mattina lo sciopero dei dipendenti della Maia S.p.A. (Macchine Agricole Industriali e Automezzi, azienda fondata a Roma il 23 marzo 1951 da Pasquale Trucchi e Alberto Bombarda (già dealer Cat in Libia).

Lo sciopero è stato attuato sono solo nella filiale di Marcianise della Maia, ma in tutte le filiali nazionali con sedi a Monterotondo, di Abruzzo, di Cosenza, di Catania e di Sassari. Ieri mattina gli 80 dipendenti della filiale marcianisana presidiano la sede con striscioni eloquenti.

Lo stabilimento MaiaLa Maia Caterpillar lo scorso mese di luglio inviò un fax (si, proprio un fax) a tutte le filiali italiane con il quale ha “tolto” il mandato a vendere le macchine. Per gli imprenditori del settore, Caterpillar vuol dire macchine movimento terra, industriali e energia. Macchine per scavare, livellare, muovere la terra, asfaltare le strade, per creare energia, per navigare nei mari, macchine per demolire, sbancare, per strade ed autostrade, grandi perché costruite dal più grande ed affidabile costruttore del mondo: Caterpillar. La gamma più completa per le esigenze più varie. È chiaro che una volta che è stato tolto loro il mandato a vendere, alle filiali non resta che chiudere. Ed è quello che succederà, appunto, nei prossimi giorni. Alla già grave crisi occupazionale della Provincia di Caserta: Ixfin, 3m, Alcatel, solo per citarne alcune, ma sono decine e decine le piccole e medie aziende che hanno chiuso, ora si aggiunge anche il colosso Maia Caterpillar.

A settembre, vista l’assoluta chiusura da parte dell’azienda madre, le filiali hanno dichiarato lo stato di liquidazione. È stato nominato un commissario liquidatore al quale i dipendenti, attraverso anche i sindacati, hanno chiesto di poter addivenire ad un concordato preventivo ed al fitto del ramo d’azienda con la Tesa S.p.A., che è poi la controllante della C.G.T. (Compagnia Generale Trattori), in pratica quella che vende tutte le macchine della Caterpillar. Sinora, purtroppo, ancora nessuna risposta dai vertici romani dell’azienda. Azienda che inizio nel 1951 dapprima con un solo ufficio e poche attrezzature che, in breve tempo, si trasformano in una moderna struttura dotata di uffici, officina, magazzino ricambi e area espositiva.

Oltre che sull’entusiasmo, sulle capacità e sulla dedizione dei soci e del personale, l’azienda fa affidamento su un’altra carta molto importante: le macchine movimento terra Caterpillar, di cui è Dealer per il Centro-Sud d’Italia. Dotate di una tecnologia fortemente innovativa, entrano in un mercato europeo ormai obsoleto, giocando un ruolo significativo nella ricostruzione post-bellica del nostro Paese.

Nel periodo 1951-1960 vengono inaugurate le filiali di Marcianise, di Bari, di Palermo e di Cagliari. La Maia, ormai azienda leader del Centro-Sud d’Italia, per meglio servire i propri Clienti, diversifica i prodotti venduti. Alla Linea Caterpillar si affiancano altri costruttori, italiani e stranieri, che vanno a coprire segmenti di mercato in cui Cat non è presente.

Nel 1999 la Maia si divide in tre società. Alla Maia SpA, responsabile della commercializzazione e dell’assistenza delle macchine movimento terra, dei gruppi elettrogeni e dei motori marini Caterpillar, si affiancano la Macchine Industriali Maia SpA, che commercializza le linee non Caterpillar (Venieri, Bitelli, Krupp, Yanmar ed altre) e i carrelli elevatori Hyster, e la Gestioni Immobiliari Maia Srl, per il patrimonio immobiliare. Le 3 società, con un fatturato prossimo ai 450 miliardi di lire (230 milioni di Euro) e 709 dipendenti, può contare su 14, tra Filiali e Centri Operativi, con relative aree espositive, centri noleggio, officine e uffici: “sportelli” a disposizione dell’imprenditore che vuole operare, con successo, nel Centro-Sud d’Italia, nelle Isole, a Malta e in Albania.

1970-1974 – Nascono le filiali di Monterotondo, di Abruzzo, di Cosenza, di Catania e di Sassari. Nel 2004 viene realizzato un Centro Addestramento nella sede di Monterotondo con aula e laboratorio tecnico. Notevoli investimenti vengono impiegati per la realizzazione del portale “Qualità” di cui l’azienda è da tempo certificata.

Nel 2005 viene aperto il Centro di Revisioni Macchine Usate a Caserta, con l’obiettivo di porre sul mercato macchine di buona qualità e coperte da garanzia.

Ora tutto questo cesserà per sempre. Un’altra mazzata in un comparto già in crisi da decenni e che non vede la fine. È chiaro, a questo punto, vista anche l’assenza dei politici casertani e nazionali, si vuole fare di Marcianise la piattaforma per lo scalo merci ferroviario della provincia di Napoli. E che fine faranno gli 80 dipendenti della sede di Marcianise e gli oltre 700 sparsi in tutt’Italia?

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