Italia

Stragi naziste, Cassazione condanna la Germania

Il monumento alle vittime dell'eccidio di CivitellaROMA. La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha condannato la Germania a risarcire le famiglie delle vittime delle stragi compiute dalle truppe naziste durante l’occupazione.

Si tratta degli eccidi del 29 giugno 1944 a Civitella, Cornia e San Pancrazio, in provincia di Arezzo, dove furono uccisi 203 civili, in gran parte donne e bambini. I giudici della Suprema Corte hanno respinto il ricorso presentato dallo Stato tedesco, dando ragione al sostituto procuratore generale Roberto Rosin, che aveva chiesto di condannare la Germania in solido con il sergente della Wehrmacht Max Josef Milde, al quale è stato inflitto l’ergastolo nel dicembre scorso per la strage di cui fu vittima anche don Alcide Lazzari, parroco di Civitella e medaglia d’oro al valor civile.

All’epoca, i soldati nazisti, per vendicare quattro loro commilitoni rimasti uccisi in uno scontro a fuoco con i partigiani, massacrarono la gente di Civitella e delle frazioni di Cornia e San Pancrazio nelle loro case e anche in chiesa, mentre don Lazzari stava celebrando messa. Poi bruciarono le case.

Durante il processo militare, i magistrati, oltre a condannare Milde (componente della banda musicale della divisione Herman Göring, responsabile del massacro), hanno anche previsto per i nove familiari di due vittime, costituiti parte civile nel processo, un risarcimento complessivo di un milione di euro.

Il ricorso della Germania contro questo principio di “responsabilità congiunta” si basava su due punti: l’immunità e il difetto di giurisdizione della magistratura italiana. Ma il pg Rosin ha sottolineato che l’immunità rivendicata dalla Germania non si applica nei casi di crimini contro l’umanità. Mentre, per quanto concerne la giurisdizione, i legali di Berlino avevano invocato il trattato di pace stipulato con l’Italia nel 1947 e la successiva Convenzione di Vienna del 1961 che, però, nella sua requisitoria, Rosin ha giudicato “accordi internazionali che non includono i danni morali per le stragi naziste, ma solo per ebrei deportati”.

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