Italia

Scuola, Berlusconi: “Il decreto Gelmini andrà avanti”

Maria Stella Gelmini e Silvio Berlusconi (Corriere.it)In una conferenza stampa congiunta con il Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha usato parole dure contro le manifestazioni nelle università.

“Non permetterò l’occupazione delle università. L’occupazione di luoghi pubblici non è la dimostrazione dell’applicazione della libertà, non è un fatto di democrazia, è una violenza nei confronti degli altri studenti che vogliono studiare”, ha affermato il premier annunciando che alle 17 di questo pomeriggio incontrerà il Ministro dell’Interno Roberto Maroni per decidere delle modalità d’intervento delle forze dell’ordine.

Intanto le proteste degli studenti continuano nonostante le parole di Berlusconi cha ha dichiarato: “La realtà di questi giorni è la protesta universitari (Corriere.it)realtà di aule piene di ragazzi che intendono studiare e i manifestanti sono organizzati dall’estrema sinistra, molto spesso, come a Milano, dai centri sociali e da una sinistra che ha trovato il modo di far passare nella scuola delle menzogne e portare un’opposizione nelle strade e nelle piazze alla vita del nostro governo”.

Il presidente del Consiglio ha anche chiarito alcuni punti del decreto del Ministro Gelmini sottolienando che non si tratterà di una riforma della scuola: “Quello del ministro Gelmini è un semplice decreto, non una riforma. Non ci saranno tagli alla scuola e che anzi gli stipendi degli insegnati più meritevoli saranno aumentati di 7mila euro l’anno. Il nostro provvedimento è a lungo periodo ed estenderà i suoi effetti in tre anni”.

Berlusconi interviene anche in merito al progetto di classi separate per gli stranieri sostenendo che alla base del provvedimento non vi è del razzismo ma solo buonsenso. Durante la conferenza stampa parole di monito anche per il Ministro Gelmini poiché, secondo il premier, ha sbagliato nel parlare di maestro unico: “Ti sei sbagliata, non è maestro unico ma prevalente. È affiancato dall’insegnante di lingua straniera, religione e di informatica”.

Dopo aver chiarito la questione, Berlusconi si è rivolto all’opposizione che sta facendo una cattiva informazione nei riguardi del decreto proposto dal Governo: “La sinistra parla di 86mila insegnanti in meno. È falso. Con la riforma nessuno sarà cacciato. Ci sarà solo il pensionamento di chi ha già raggiunto l’età e il blocco del turn over. La sinistra tenta di costruire un’opposizione di piazza. Un’altra falsità che si dice è che vogliamo chiudere le scuole – ha aggiunto il premier –. Non è vero, noi pensiamo a una razionalizzazione del personale, cosa prevista anche dal governo di centrosinistra. Per le comunità montane abbiamo previsto che un preside e un segretario possano occuparsi di due o più scuole con meno di 50 alunni. Inoltre – ha spiegato Berlusconi – considerando una media di 21 alunni per classe, in cinque anni riusciremo ad avere quasi 6mila classi in più di tempo pieno. Non solo non c’e alcuna riduzione del tempo pieno ma è lapalissiano che passando da più insegnanti a uno possiamo avere più docenti da utilizzare nel tempo pieno e quindi si possono aumentare del 50% la classi che possono usufruirne”.

Le parole del presidente del Consiglio sono state giudicate come atto inconcepibile dal Pd, coem ha affermato il Ministro ombra delle Politiche Giovanili Pina Picierno: “La decisione del presidente del Consiglio di ricorrere all’uso della forza pubblica contro le famiglie e gli studenti che protestano per difendere il diritto allo studio è gravissimo, è un atto inconcepibile che lede diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione. Oggi – prosegue – uno stato di polizia contro mamme e bambini e domani magari contro i precari che protestano? Cosa ha in mente il presidente del Consiglio? Abbiamo a che fare con un pompiere piromane che cerca di alimentare ad arte un clima di tensione”.

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