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Parma, giovane ghanese pestato: bufera sui vigili urbani

Emmanuel Bonsu FosterPARMA. Lo avrebbero accerchiato fuori dalla scuola e poi picchiato ed insultato con frasi razziste. Autori dell’aggressione alcuni agenti della polizia municipale di Parma.

Questo almeno secondo la denuncia di Emmanuel Bonsu Foster, 22 anni, uno studente ghanese dell’Itis, che ha sporto denuncia ai carabinieri, riferendo di essere stato pestato nei pressi del parco ex Eridania, forse perché scambiato per uno spacciatore. La procura di Parma ha aperto un’inchiesta nei confronti dei vigili coinvolti, chiedendo ai carabinieri di mantenere il massimo riserbo sull’accaduto, e disponendo una visita medica per il ragazzo. Sulla vicenda è partita anche un’indagine interna, preceduta nel pomeriggio da un incontro tra il comandante e altri dirigenti della Pm e l’assessore alla Sicurezza Costantino Monteverdi. Secondo quest’ultimo si sarebbe trattato di un fermo “piuttosto movimentato”, che ha provocato il ferimento di due agenti (il primo ha riportato una distorsione al ginocchio, l’altro una al polso) e verosimilmente anche quello del giovane. Il sindaco Pietro Vignali riferirà nel prossimo consiglio comunale.

Il ragazzo racconta di essersi ritrovato coinvolto in un’operazione antidroga della polizia municipale. Lui, spaventato, avrebbe cercato di scappare ma alcuni vigili lo avrebbero bloccato, uno schiacciandoli un piede sulla testa, altri ammanettandolo e dandogli del “negro”. Lo stesso insulto che il ghanese avrebbe ritrovato scritto sulla busta che conteneva il verbale dei vigili: “Emmanuel negro”. Dopo averlo condotto in caserma, perquisito, spogliato e messo in cella, sarebbe stato rilasciato in tarda serata all’arrivo del padre, di mestiere metalmeccanico, che per ore non sarebbe riuscito a parlargli.

I vigili urbani, però, si difendono: “Un agente si è avvicinato al giovane mostrando il tesserino di riconoscimento. Il ragazzo è fuggito divincolandosi due volte dagli agenti. Ne è nata una colluttazione, con due agenti feriti, uno dei quali ha riportato una distorsione al ginocchio e un altro al polso. I due sono stati portati al Pronto soccorso e, secondo referto, ne avranno il primo per venti giorni e, il secondo, per tre. Il giovane è stato fermato per resistenza a pubblico ufficiale”. Secondo gli agenti, il giovane faceva da “palo” perché si trovava nel parco dalle 17.30, un’ora prima dell’arresto. “Continuava a telefonare e fare gesti in direzione del pusher poi arrestato, – sostengono i vigili – e infine di fronte al tesserino si è dato alla fuga, opponendosi poi in maniera violenta all’identificazione”. Inoltre, il giovane “avrebbe fornito al Comando generalità imprecise”e “non è vero nemmeno che sia stato malmenato con manganelli quando questo strumento non è in dotazione alla municipale”. E sulla storia della busta con la scritta razzista: “Al momento della consegna era bianca e non riportava alcuna scritta”, dicono gli agenti. Insomma, se la sarebbe scritta da solo, anche se verrà richiesta la perizia calligrafica per verificare.

Una nuova bufera, dunque, sulla polizia municipale parmense che già a metà agosto era balzata alle cronache per il caso della prostituta “fermata per identificazione”, la cui foto di lei, accasciata seminuda a terra sul pavimento della cella del comando dei vigili, fece il giro del mondo. Di quella ragazza e di quell’inchiesta, sembra, si è intanto persa ogni traccia.

E proprio su questi due episodi sono concentrate le accuse provenienti dal mondo politico. “Corrisponde al vero che, per la seconda volta in poco tempo, nella città di Parma si sono verificati episodi di razzismo compiuti da agenti della polizia municipale? Corrisponde al vero che Emmanuel Bonsu Foster, 22 anni, ghanese, regolare è stato braccato, pestato, ammanettato e portato al comando? E’ vero che sulla busta dei documenti, al momento del rilascio, è stato scritto ‘Emmanuel negro?’. Il ministro dell’Interno chiarisca al più presto”, chiede Marina Sereni, vicepresidente dei deputati del Pd. “Dopo il caso della giovane prostituta nigeriana, apprendiamo di un nuovo caso di razzismo, sempre a Parma e sempre imputabile ai vigili urbani, grazie alla coraggiosa denuncia presentata ai carabinieri da uno studente ghanese che, scambiato per un pusher, è stato ammanettato e trasportato in cella, oltre che apostrofato e bollato come ‘negro’”, afferma il segretario di Rifondazione Paolo Ferrero. “Gli episodi di razzismo si stanno moltiplicando in maniera preoccupante. Troppe volte si è giocato con il fuoco, utilizzando toni incendiari che hanno fomentato la xenofobia. Si deve distinguere tra la giusta esigenza di sicurezza e l’intolleranza, che è la negazione della democrazia. Chiediamo al governo di intervenire immediatamente per arrestare un a spirale pericolosa”, il commento del capogruppo alla Camera dell’Italia dei Valori Massimo Donadi.

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