Italia

Omicido Reggiani, il pm chiede l’ergastolo per Mailat

Romolus Nicolae MailatCarcere a vita per Romulus Nicolae Mailat, è questa la richiesta del pm Maria Bice Barborini per il 25enne romeno accusato dell’omicidio di Giovanna Reggiani.

L’imputato deve rispondere dell’accusa di omicidio volontario, rapina e violenza sessuale, tutte provate dalle testimonianze oculari. Il Pubblico Ministero ha, infatti, dato una particolare importanza alle deposizioni di due parenti di Mailat che hanno confermato la responsabilità dell’imputato. Emilia Neamtu fu la donna che vedendo tutta la scena dell’aggressione cercò aiuto, fermando un conducente di autobus, e avvertì la Polizia che la stessa sera del 30 ottobre trasse in arresto Mailat. Fondamentale anche la testimonianza del suocero dell’imputato Dorin Obedea al quale Mailat consegnò la borsa scippata alla Reggiani e gli ordinò di fuggire mentre lui continuava l’aggressione nei confronti della Reggiani. Ulteriori deposizioni hanno confermato che Mailat era ubriaco la sera del delitto poiché aveva bevuto in compagnia di altere persone dopodiché cominciò a vagare e nei pressi della stazione ferroviaria di Tor di Quinto incontrò la vittima.

“Questo omicidio non fa parte dei casi senza colpevoli. – ha esordito nella sua requisitoria il pm Maria Bice Barborini – In prossimità dell’anniversario dell’aggressione e del decesso della donna l’istruttoria ha consentito di non lasciare senza colpevoli l’ennesima aggressione a una donna. – ha aggiunto – Sussistono, quindi, tutte le aggravanti dell’omicidio. Non si può dire che Mailat non abbia agito con crudeltà. Ha colpito la Reggiani con un bastone a superficie piatta e ha infierito sulla donna per sincerarsi che non potesse sopravvivere. Lo stesso Mailat ha ammesso di aver sottratto la borsa”.

L’imputato che si è sempre proclamato innocente ha preso parola, oggi, in aula affermando: “Mi sento un capro espiatorio. Forse per tutti i romeni che hanno commessi dei reati in Italia. Non ho parole, non le ho mai avute. Rimango della stessa opinione e mi affido alla giustizia divina. Non ho mai avuto una reazione durante il processo perché ho capito che sarebbe stato inutile. Volevano a tutti i costi un colpevole per un fatto così grave e penso di essere stato estratto da un mazzo di carte per essere capro espiatorio”. Si riunirà domani mattina la Camera di Consiglio che porterà alla sentenza.

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